Panorama di Torino con Mole Antonelliana, monte dei Cappuccini e alpi innevate

Chi organizza un weekend a Torino a  inizio 2027, potrebbe trovare una sorpresa in più. Il 13 luglio 2026 il sindaco Stefano Lo Russo ha visitato il cantiere del Borgo Medievale di Torino, confermando che il primo lotto dei lavori di restauro si concluderà entro fine mese, dopo quasi tre anni di chiusura. Uno dei luoghi più fotografati e amati del Parco del Valentino si prepara così a riaprire, almeno in parte.

La notizia potrebbe sembrare un semplice aggiornamento per chi sta organizzando un  itinerario di tre giorni a Torino. In realtà il Borgo Medievale racconta qualcosa di molto più interessante: il modo in cui Torino, alla fine dell’Ottocento, guardava al proprio passato e cercava di costruire una nuova identità.

Perché Torino è una città curiosa. Ha un passato romano, è stata la prima capitale d’Italia, è stata la città dei Savoia e poi quella delle grandi fabbriche. Ma nello stesso tempo è una città che ama nascondersi: dietro i portici eleganti, dietro i cortili interni, dietro le facciate apparentemente austere dei suoi palazzi.

Tre giorni sono appena sufficienti per iniziare a conoscerla.

Torino, una capitale tra memoria e modernità

Torino è una città che cambia pelle più volte senza cancellare quella precedente. Sotto il reticolo ordinato delle vie sopravvive la colonia romana di Julia Augusta Taurinorum. Su quell’impianto i Savoia costruirono la loro capitale, con piazze scenografiche e palazzi barocchi.

Panorama di Torino visto da Villa della Regina
Panorama di Torino visto da Villa della Regina

Nel 1861, con l’Unità d’Italia, Torino divenne la prima capitale del nuovo Regno. Fu una stagione breve: già nel 1864 il governo si trasferì a Firenze, e pochi anni dopo a Roma. Molte città ne sarebbero uscite ridimensionate. Torino, invece, trovò un’altra strada, prima con l’industria e oggi i musei, l’università e un patrimonio culturale che negli ultimi decenni è tornato al centro della sua identità. È forse questa la sua qualità più sorprendente: ogni epoca ha lasciato un segno, senza cancellare la precedente.

Fontana angelica in piazza Solferino a Torino
La fontana angelica in piazza Solferino a Torino

Museo Egizio e Mole Antonelliana: due tappe per capire Torino

A Torino puoi passare dalla tomba di un faraone alle illusioni del cinema nel giro di pochi minuti. È questa la cosa curiosa dei suoi musei: raccontano mondi lontanissimi tra loro, ma entrambi nascono dalla stessa voglia di esplorare, raccogliere e immaginare.

Il Museo Egizio e il Museo Nazionale del Cinema sono due tappe quasi obbligate per chi arriva in città per la prima volta.

Museo Egizio di Torino

Tavoletta al Museo Egizio di Torino

Museo Egizio. Foto: Harieta Topoliceanu

Quello di Torino è il più antico Museo Egizio del mondo e il secondo in ordine d’importanza dopo quello del Cairo. Io ci sono entrata pensando di vedere soprattutto grandi reperti: statue, sarcofagi, mummie. Sono quelli che attirano subito l’attenzione, e ovviamente ci sono. Ma non sono necessariamente quelli che preferisco.

Prendiamo la tomba di Kha. Lì l’antico Egitto perde un po’ della sua distanza. Gli oggetti conservati raccontano abitudini, lavoro, cura per le cose di ogni giorno. Non sono pezzi spettacolari nel senso più immediato del termine, ma hanno una forza particolare: mostrano la vita quotidiana di persone vissute migliaia di anni fa, facendole, in un certo senso, rivivere. È forse questo l’aspetto che ho più apprezzato del museo.

Se riesci, visitalo la mattina presto per evitare il considerevole afflusso di turisti delle prime ore pomeridiane.

Informazioni pratiche: Museo Egizio

Orari:
Lunedì 9:00–14:00; da martedì a domenica 9:00–18:30.


Biglietti:
L’ingresso è acquistabile esclusivamente online. Il biglietto intero costa 18€.


Curiosità:
Se visiti il museo il giorno del tuo compleanno, l’ingresso è gratuito. Inoltre, tutte le donne entrano gratuitamente l’8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

La Mole Antonelliana e il Museo Nazionale del Cinema: il simbolo più curioso di Torino

La Mole Antonelliana di Torino

La Mole Antonelliana è forse l’immagine più riconoscibile di Torino. Con i suoi 167 metri di altezza domina lo skyline cittadino, ma la sua storia è molto meno lineare di quanto si potrebbe immaginare.

Mole Antonelliana: dal sogno di una sinagoga al simbolo di Torino

Nata nella seconda metà dell’Ottocento come progetto della comunità ebraica torinese, doveva ospitare una nuova sinagoga. L’incarico fu affidato all’architetto Alessandro Antonelli, dal quale deriva il nome con cui ancora oggi è conosciuta. I lavori iniziarono nel 1863, ma l’ambizione del progetto fece lievitare i costi oltre ogni previsione. Nel 1877 l’edificio passò quindi alla città di Torino, che ne completò la costruzione destinandolo a uno spazio pubblico.

Museo Nazionale del Cinema: viaggio nella storia delle immagini

Museo del Cinema di Torino alla Mole Antonelliana

Il museo del Cinema di Torino. Foto: Igor Piumetti

Dal 2000 la Mole ospita il Museo Nazionale del Cinema.  Salendo i suoi cinque piani si ripercorre la storia delle immagini in movimento: dalle prime illusioni ottiche alle lanterne magiche, dal teatro d’ombre alla nascita del cinematografo.

La sezione dedicata all’archeologia del cinema è forse una delle più affascinanti perché permette di osservare il cinema prima ancora che esistesse: il lungo percorso di invenzioni, esperimenti e curiosità che ha portato alla settima arte. Tra fotografie, manifesti e oggetti appartenuti a grandi protagonisti del cinema, si trovano anche alcuni pezzi entrati nell’immaginario collettivo, come la bombetta di Charlie Chaplin e le scarpe di scena di Marilyn Monroe.

Oggetti culto al Museo del Cinema di Torino
Oggetti culto. Foto: Igor Piumetti

Il percorso culmina con la salita alla cupola, a piedi o in ascensore panoramico: dall’alto Torino appare nella sua forma più completa, con la geometria ordinata del centro storico, il corso del Po e la collina sullo sfondo.

Informazioni pratiche: Museo Nazionale del Cinema

Orari:
Il museo è chiuso il martedì. Da mercoledì a lunedì è aperto dalle 9:00 alle 19:00.


Biglietti:
Il biglietto intero costa 18 €, mentre il ridotto è di 16 € per gli under 26. Per l’ascensore panoramico della Mole Antonelliana è previsto un supplemento.

Piazza Castello, il cuore della Torino sabauda

Se esiste un luogo capace di raccontare la storia di Torino in pochi passi, questo è Piazza Castello. Qui si incontrano epoche diverse: l’impianto romano della città, la corte dei Savoia, il Barocco piemontese e quella Torino contemporanea che, dopo aver perso il ruolo di capitale, ha dovuto reinventare la propria identità.

Piazza Castello e Palazzo Madama a Torino
Piazza Castello e Palazzo Madama a Torino

Palazzo Madama: dalla porta romana alla corte sabauda

Al centro della piazza sorge Palazzo Madama, un edificio dalla storia stratificata e quasi simbolica. La sua origine risale all’antica porta romana che segnava l’ingresso alla città; trasformato nel Medioevo in una struttura fortificata, divenne poi una delle residenze della corte sabauda. La facciata barocca progettata da Filippo Juvarra, elegante e teatrale, nasconde così un passato molto più antico delle sue forme settecentesche.

Palazzo Reale di Torino: il centro del potere dei Savoia

Panorama visto dall'alto di piazza Castello a Torino, con la reggia e la cupola del Guarini

Panorama di Piazza Castello visto da Palazzo Madama

Di fronte si trova Palazzo Reale, la residenza principale dei Savoia e il centro del potere monarchico fino all’Unità d’Italia. La facciata, severa e ordinata, quasi non lascia immaginare la ricchezza degli ambienti interni: saloni decorati, marmi, stucchi e collezioni che raccontano la vita di una delle dinastie più importanti d’Europa.

Chiesa di San Lorenzo: il capolavoro di Guarini

Sul lato occidentale della piazza appare invece la chiesa di San Lorenzo, capolavoro di Guarino Guarini. A prima vista quasi nascosta, priva di una facciata monumentale, sorprende entrando con uno degli spazi più originali del Barocco piemontese: una cupola costruita attraverso un complesso intreccio geometrico di archi, dove la luce diventa parte stessa dell’architettura.

La Torino magica: simboli e misteri di Piazza Castello

Ma Torino è anche la città dei simboli e delle interpretazioni misteriose, e proprio Piazza Castello è entrata nella tradizione della cosiddetta Torino magica. Secondo alcune letture esoteriche, la piazza sarebbe uno dei punti in cui convergerebbero le presunte energie positive della città. Al di là delle credenze personali, questo racconto fa parte dell’immaginario torinese e aggiunge un ulteriore livello di fascino a uno degli spazi più rappresentativi della città.

È forse questa la vera magia di Torino: dietro una facciata spesso austera nasconde sempre un secondo livello, fatto di storie, simboli e contraddizioni.

Mangiare a Torino: dalle piole alla cucina sabauda

La cucina torinese ha lo stesso carattere della città: non ama mettersi in mostra, ma rivela la propria complessità a chi si prende il tempo di conoscerla.

Cosa mangiare a Torino: i piatti della tradizione piemontese

Per capire davvero Torino bisogna entrare almeno una volta in una piola, la tradizionale osteria piemontese dove la cucina è semplice, legata al territorio e senza eccessi di formalità. Qui si incontrano piatti che raccontano la storia della regione: gli agnolotti del plin, il vitello tonnato, le acciughe al verde, il bonet, accompagnati dai vini delle colline piemontesi.

E poi c’è il cioccolato, una delle grandi passioni torinesi: dal gianduiotto nato nell’Ottocento alla tradizione delle storiche cioccolaterie del centro.

Dove mangiare a Torino: ristoranti tipici

Nel quartiere di San Salvario puoi provare Barbagustoin via Belfiore, un locale dall’atmosfera informale dove ritrovare alcuni sapori della tradizione.

Per un’esperienza più raffinata, nel Quadrilatero Romano si trova il ristorante Le Tre Galline, uno degli indirizzi storici della ristorazione torinese, dove la cucina piemontese viene proposta con una lettura più contemporanea.

Anche chi segue un’alimentazione vegetariana, vegana o senza glutine può trovare proposte interessanti. Nel centro storico, l’Antica Bruschetteria Pautasso propone piatti della tradizione con alcune varianti capaci di adattarsi a esigenze diverse.

Tra il Po, il Parco del Valentino e la collina di Torino

Panorama di Torino con Mole Antonelliana, monte dei Cappuccini e alpi innevate

Panorama di Torino con Mole Antonelliana e Monte dei Cappuccini

Una delle sorprese di Torino è il suo rapporto con la natura.  Chi visita la città per la prima volta spesso si concentra su palazzi e musei, ma basta allontanarsi di pochi passi dalle piazze barocche e dai grandi viali del centro per ritrovarsi immersi in paesaggi completamente diversi: la collina, il fiume Po, i parchi storici.

Monte dei Cappuccini: il panorama su Torino

Da Piazza Vittorio Veneto, una delle piazze porticate più grandi d’Europa, lo sguardo sale naturalmente verso la collina torinese. Da qui si può attraversare il ponte sul Po e salire verso il Monte dei Cappuccini, dove si trova il Museo Nazionale della Montagna. Il panorama che si apre dalla terrazza è uno dei più belli della città: nelle giornate limpide la linea delle Alpi appare sullo sfondo, mentre Torino si distende ai piedi della collina con la sua caratteristica geometria di vie e palazzi.

Villa della Regina: la residenza sabauda sulla collina di Torino

I giardini di Villa della Regina a Torino

I giardini di Villa della Regina a Torino

Merita anche salire fino a Villa della Regina, sulla collina torinese. Dopo il rigore dei palazzi del centro, qui trovi un’atmosfera completamente diversa: una residenza sabauda del Seicento più raccolta e intima, pensata per il piacere della corte più che per le grandi cerimonie. Attraversa i suoi giardini all’italiana, sali lungo le terrazze tra fontane, filari di vite e prospettive studiate con cura: ad ogni passo Torino appare un po’ più lontana e il rumore della città si attenua. Poi arriva il momento più bello: davanti a te si apre il panorama sulla Mole, sul centro storico e sul corso del Po, mentre nelle giornate limpide la corona delle Alpi disegna l’orizzonte. 

Il Parco del Valentino e Borgo Medievale: la passeggiata più romantica di Torino

I giardini del Parco del Valentino a Torino

Proseguendo lungo il corso del Po, in meno di un’ora dal centro puoi raggiungere il Parco del Valentino, il grande spazio verde amato dai torinesi. Tra viali alberati, prati e scorci sul fiume, il parco conserva ancora quell’atmosfera un po’ sospesa che lo rende uno dei luoghi più piacevoli della città. E non sorprenderti se, passeggiando tra gli alberi, incontri qualche scoiattolo curioso in cerca di noccioline.

È proprio qui, nel cuore del Valentino, che si trova il Borgo Medievale — una delle presenze più singolari del parco, e oggi anche una delle più attese. Il primo lotto dei lavori di restauro si concluderà entro fine luglio 2026, con il collaudo previsto entro l’anno. Prima di includerlo nell’itinerario consulta il sito del Comune di Torino per verificarne l’effettiva apertura. Se il Borgo non fosse ancora visitabile, la scelta migliore nella stessa zona resta Villa della Regina.

Il Borgo Medievale di Torino: quando l’Ottocento immaginò il Medioevo

Il borgo medievale di Torino al parco  del Valentino

Il borgo medievale di Torino

Attraversando il ponte levatoio e le stradine di pietra sembra di entrare in un villaggio piemontese del Quattrocento, tra botteghe, case e cortili.

Ma attenzione: qui il Medioevo è un’invenzione ottocentesca. Il progetto del Borgo Medievale nasce nel 1882, quando Torino, da poco ex capitale, cerca una nuova identità in vista dell’Esposizione Generale Italiana del 1884.

Doveva essere un padiglione dedicato all’arte italiana. L’arrivo dell’architetto portoghese Alfredo d’Andrade, appassionato di architettura piemontese e valdostana, trasformò però il progetto: il Borgo prese forma come un villaggio intero, ricostruito attraverso lo studio diretto di castelli, chiese e botteghe del territorio.

Storici, artisti e artigiani ricostruiscono per due anni elementi architettonici esistenti:  il cortile della Rocca richiama il castello di Fénis, la fontana del melograno quella di Issogne. Eppure è proprio questa natura “inventata” a renderlo affascinante: il Borgo Medievale racconta il Medioevo così come l’Ottocento l’immaginava.

La Rocca del Borgo Medievale di Torino
La Rocca del Borgo Medievale di Torino

Shopping a Torino: il piacere di passeggiare sotto i portici

Torino non è una città in cui verrei appositamente per fare shopping. Non perché manchino i negozi, ma perché le grandi vie della moda hanno ormai un aspetto sempre più simile in molte città europee: le stesse vetrine, gli stessi marchi, la stessa atmosfera internazionale e un po’ intercambiabile.

Questo non significa, naturalmente, che lo shopping non faccia parte del piacere di visitare Torino. Anzi, passeggiare per il centro con il naso rivolto verso le vetrine è uno dei modi migliori per entrare in sintonia con la città.

A Torino, però, il piacere della passeggiata conta almeno quanto quello dell’acquisto: sotto i portici si osserva la città, si guarda la vita quotidiana scorrere tra vetrine, caffè e palazzi storici.

I portici torinesi, con i loro chilometri di gallerie coperte, nascono anche da una necessità pratica: proteggere dalla pioggia in inverno e dal sole nei mesi più caldi. Ma nel corso del tempo sono diventati molto di più. Sono il salotto della città, lo spazio della passeggiata, delle “vasche” senza fretta, degli incontri casuali, del guardare e del farsi guardare. Giovani, famiglie e torinesi di ogni età li percorrono ancora oggi, trasformando vie e piazze in un grande palcoscenico quotidiano.

Via Roma: il salotto elegante della città

prospettiva di via Roma a Torino

Via Roma

Via Roma, l’elegante asse che collega Porta Nuova a Piazza Castello, è sicuramente la strada più conosciuta per lo shopping. Ma il suo fascino va oltre le vetrine. Vale la pena attraversarla soprattutto per i suoi portici monumentali e per la prospettiva che apre tra Piazza San Carlo, Piazza Castello e la stazione di Porta Nuova. Qui forse non cercherei tanto il negozio particolare — le grandi insegne della moda internazionale hanno ormai un volto simile in molte città — quanto l’occasione per osservare la vita torinese scorrere davanti agli occhi.

Via Garibaldi e via Po: una Torino più quotidiana

L'imbocco di Via Po da Piazza Castello a Torino, con mole Antonelliana e colline sullo sfondo

Se invece vuoi trovare qualcosa che abbia un legame più autentico con la città, conviene proseguire verso via Garibaldi e le strade vicine, dove sopravvive una Torino commerciale più quotidiana, fatta di negozi indipendenti, librerie e piccole attività capaci di conservare un carattere locale. È una zona più vivace e meno patinata, dove fare shopping significa anche scoprire una Torino fatta di piccoli indirizzi e incontri casuali.

Un’altra passeggiata interessante è quella lungo via Po, il grande asse porticato che collega Piazza Castello a Piazza Vittorio Veneto. La vicinanza con l’Università ha dato a questa strada un’atmosfera particolare: tra librerie storiche, bancarelle, negozi d’antiquariato e piccole botteghe, conserva ancora un’anima giovane e un po’ bohémienne. Qui il piacere sta soprattutto nel camminare senza fretta: fermarsi davanti a una vetrina, sfogliare un libro usato, scoprire tra le botteghe e i negozi piccoli frammenti della storia della città.

Torino by night: dove uscire la sera

Piazza Castello di sera

Dopo cena Torino non va a dormire. Anzi, è proprio quando cala il buio che alcuni quartieri iniziano a riempirsi di vita: tavolini all’aperto, musica, gruppi di amici che si spostano da un locale all’altro. Il centro della movida torinese non è concentrato in un solo punto. Ogni zona ha il suo carattere e scegliere dove andare dipende soprattutto dall’atmosfera che cerchi.

San Salvario: il quartiere della movida

San Salvario è probabilmente il quartiere più conosciuto per la vita serale. A pochi passi dalla stazione di Porta Nuova e un tempo quartiere popolare, è oggi una delle zone più vivaci della città: ristoranti, cocktail bar, locali con musica e cucine da tutto il mondo attirano ogni sera studenti, giovani torinesi e turisti. Le strade intorno a via Baretti e via Sant’Anselmo sono tra le più frequentate quando arriva il weekend.

Quadrilatero Romano: tra vicoli e locali del centro

Se preferisci una serata in centro, il Quadrilatero Romano offre un’atmosfera diversa: vicoli stretti, piazzette, ristoranti e locali dove iniziare la serata con un aperitivo o proseguirla fino a tardi. È una zona dove antico e contemporaneo convivono senza troppe formalità.

Murazzi e Piazza Vittorio Veneto: la Torino sul Po

Per chi ama stare all’aperto, i Murazzi del Po restano uno degli indirizzi simbolo della notte torinese. Le arcate lungo il fiume hanno ospitato diverse stagioni della vita notturna cittadina e continuano a essere un punto di ritrovo soprattutto nelle sere più calde.

E poi c’è Piazza Vittorio Veneto, uno dei luoghi preferiti dai torinesi per incontrarsi. Con i suoi portici enormi e i numerosi locali affacciati sulla piazza, è il posto ideale per una serata senza programmi troppo rigidi: un aperitivo, due passi, un drink. 

Itinerario in 3 giorni a Torino, cosa vedere assolutamente

Giorno 1 – La Torino dei Savoia
Dedica la prima giornata al cuore storico della città. Parti da Piazza Castello, visita Palazzo Madama, Palazzo Reale e la chiesa di San Lorenzo, uno dei capolavori del Barocco piemontese. A pranzo fermati in una piola del Quadrilatero Romano e, se la sera non hai fretta, resta nello stesso quartiere per l’aperitivo: è uno dei luoghi migliori per entrare nell’atmosfera torinese.

Giorno 2 – Dall’antico Egitto al cinema
Inizia la mattina al Museo Egizio, preferibilmente appena apre, quando le sale sono ancora tranquille. Nel pomeriggio raggiungi la Mole Antonelliana e il Museo Nazionale del Cinema, poi una passeggiata sotto i portici del centro. Per la serata spostati a San Salvario, il quartiere più vivace della città.

Giorno 3 – Il volto più verde di Torino
L’ultima giornata è dedicata alla collina e al Po. Sali al Monte dei Cappuccini e visita Villa della Regina; nel pomeriggio passeggia nel Parco del Valentino fino al Borgo Medievale, se nel frattempo sarà nuovamente aperto al pubblico. Concludi il weekend ai Murazzi, sul lungo Po.

FAQ: weekend a Torino

Quanti giorni servono per visitare Torino?
Tre giorni bastano per vedere il centro storico, i principali musei e il Parco del Valentino, ma la città offre spunti anche per soggiorni più lunghi.


Il Borgo Medievale di Torino è visitabile nel 2026?
Il complesso è chiuso per restauri. Il primo lotto dei lavori dovrebbe concludersi entro fine luglio 2026, ma è consigliabile verificare gli aggiornamenti prima della visita.


Qual è il periodo migliore per andare a Torino?
Primavera e inizio autunno sono i periodi ideali. L’estate offre molti eventi all’aperto, mentre l’inverno regala splendide viste sulle Alpi.


Dove dormire a Torino?
Se è la tua prima visita, scegli un hotel nel centro storico o tra Piazza San Carlo e Piazza Castello: sarai a pochi minuti a piedi dal Museo Egizio, dalla Mole Antonelliana e dai principali caffè storici. Se invece cerchi la vita notturna, San Salvario è il quartiere più vivace, mentre Porta Nuova è la soluzione più pratica per chi arriva in treno.


Cosa mangiare assolutamente a Torino?
Agnolotti del plin, vitello tonnato, acciughe al verde e bonet sono i piatti simbolo della cucina piemontese da provare almeno una volta.

Torino è una città che non si lascia riassumere in un solo volto. È stata capitale, città di corte, centro industriale e laboratorio culturale; oggi conserva tutte queste anime insieme, spesso nascoste dietro un’apparenza più discreta rispetto ad altre città italiane.

Tre giorni bastano per conoscerne i luoghi più importanti, ma probabilmente non per esaurire le storie che si nascondono dietro i suoi palazzi, i suoi musei e i suoi quartieri. All’inizio di questo viaggio ho scritto che Torino è una città che ama nascondersi. Dopo tre giorni continuo a pensarlo. Dietro un portico c’è un cortile, dietro una facciata severa una chiesa sorprendentemente barocca, dietro un villaggio medievale un’invenzione dell’Ottocento. È forse questo il suo fascino più grande: Torino non si concede tutta insieme. Ti invita a tornare, con la promessa che ci sarà sempre qualcosa che la prima volta non avevi visto.

Basta uscire dal centro per accorgersi che la città continua oltre i suoi viali eleganti: sulla collina, verso la Val di Susa, nei castelli e nelle abbazie che circondano l’antica capitale sabauda. La Sacra di San Michele è forse il punto di partenza più suggestivo per continuare il viaggio.

Ultimo aggiornamento luglio 2026

14 Responses

  1. Abbiamo visitato Torino diverse volte ma sempre in giornata. Limitandoci a una o due tappe ogni volta. Mi piacerebbe tantissimo dedicargli il tempo che merita per poterla assaporare con tutta tranquillità. Inoltre così facendo si aggiungono anche le serate, per poter lasciarsi andare con la ottima cucina piemontese, senza il pensiero di doversi rimettere in viaggio.

  2. Dovevo proprio venirci con mia sorella lo scorso anno, poi cancellato tutto causa Covid, ma è il caso che riprogrammo questo weekend, il tuo articolo mi ha molto ispirato. Grazie.

  3. Che bella che è Torino! Non delude mai, e non mi ha delusa le tre volte che già ci sono stata!
    Conto comunque di tornarci ancora e , sicuramente, i tuoi consigli mi saranno molto utili.

    Un abbraccio Carissima 🤗

  4. Ovviamente! E poi fare shopping nel centro di Torino passeggiando sotto ai portici è un po’ come essere in un museo a cielo aperto.

  5. Ho da tempo in programma un week end a Torino, soprattutto per visitare i musei egizi. Aggiungerò senza dubbio tutte le tappe da te menzionate per riuscire a fare una visita completa della città, senza ovviamente tralasciare lo shopping! Anche quello è essenziale per sentirsi local a tutti gli effetti.

  6. Sono piemontese di origine, ma sai che non conosco così bene Torino? Mi piacerebbe dedicare un weekend lungo per conoscere meglio questa città così elegante! Grazie per gli spunti.

  7. Grazie Veronica! E’ proprio vero Torino è una città davvero interessante e inaspettata.

  8. Condivido pienamente. Io a Torino ci sono nata e cresciuta e ora che vivo lontano, mi pare sempre più bella.

  9. Torino è una città veramente stupenda, che a me piace molto e che senza dubbio considero tra le mie preferite in Italia. Ci abitano i miei zii, e complice il fatto che spesso io li vada a trovare ho avuto negli anni l’opportunità di scoprire la città nel migliore dei modi. Veramente stupenda!

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