Le Calanques di Cassis hanno qualcosa di quasi brutale: roccia calcarea bianchissima, poca ombra e un Mediterraneo che, tra una falesia e l’altra, assume colori difficili da credere finché non li si vede. Intorno, pini d’Aleppo, rosmarino, timo e, d’estate, il frinire delle cicale.
Siamo nel Parc National des Calanques, tra Cassis e Marsiglia. Da Cassis si possono raggiungere a piedi tre delle calanques più conosciute: Port-Miou, Port-Pin e En-Vau. Sono vicine sulla carta, molto meno quando si comincia a camminare.

La Calanque di En-Vau
Cosa sono le Calanques e dove si trovano
Il Parc National des Calanques si estende lungo la costa da Marsiglia a La Ciotat, passando per Cassis. Ma come si sono formate queste profonde insenature strette fra pareti di calcare?
Per capirlo bisogna immaginare un paesaggio molto diverso da quello attuale. Durante le glaciazioni il livello del Mediterraneo era molto più basso e una parte dell’attuale fondale era terra emersa. L’acqua piovana e i corsi d’acqua scavarono nel calcare profonde vallate che scendevano verso il mare.
Poi il clima cambiò, i ghiacci si sciolsero e il Mediterraneo tornò a salire. L’acqua invase la parte più bassa di quelle vallate, lasciando emergere soltanto i loro fianchi più alti e ripidi. Le calanques sono, in sostanza, antiche valli parzialmente sommerse dal mare.
È così che si è formato questo paesaggio di lunghe insenature incassate nella roccia bianca. Port-Miou, Port-Pin ed En-Vau ne sono tre esempi molto diversi, ed è da Cassis che comincia il nostro percorso.

Calanque di Port-Miou a Cassis
Come arrivare alle Calanques di Cassis
Per raggiungere Port-Miou, Port-Pin ed En-Vau, Cassis è il punto di partenza più comodo. Dal centro si arriva a Port-Miou in circa mezz’ora a piedi; da lì comincia il sentiero che prosegue verso le altre due calanques.
Se arrivate in auto, soprattutto in estate evitate di contare sui parcheggi del centro o o su quelli più vicini a Port-Miou: i posti sono limitati e si riempiono rapidamente. Una soluzione pratica è il parking-relais des Gorguettes, fuori dal centro di Cassis: il parcheggio è gratuito e, nei periodi di servizio, le navette (a pagamento) permettono di proseguire verso Cassis e il settore della Presqu’île.
In alternativa, nei periodi di bassa stagione è possibile trovare parcheggi più vicini al centro, ma la disponibilità è limitata e richiede spesso di arrivare molto presto al mattino.
Cassis è raggiungibile anche in treno da Marsiglia. La stazione ferroviaria si trova però a qualche chilometro dal centro, quindi prima di partire conviene verificare gli orari dei collegamenti locali.
Una volta lasciata Cassis alle spalle, l’asfalto cede progressivamente il posto alla roccia. La prima tappa è Port-Miou.
Da Cassis alla Calanque di Port-Miou
Il poeta Fréderic Mistral scriveva a proposito di Cassis: «Qu’a vist Paris, se noun a vist Cassis, pou dire: n’ai rèn vist», ovvero: «chi ha visto Parigi e non ha visto Cassis può dire di non aver visto nulla».
Cassis occupa in effetti una posizione singolare, stretta tra il Mediterraneo, le Calanques e il promontorio di Cap Canaille. Dal centro, dirigendosi verso la Presqu’île, si raggiunge in circa mezz’ora Port-Miou, la prima calanque del percorso.

La Calanque di Port-Miou
Port-Miou sorprende soprattutto per la sua forma: una lunga e stretta incisione nella costa che penetra profondamente nel calcare. Oggi ospita un porto, con le barche allineate lungo buona parte dell’insenatura, e per questo ha un aspetto molto diverso dalle calanques che incontreremo più avanti.
Il sentiero la costeggia e permette di osservarne bene la conformazione. Poi le imbarcazioni restano alle spalle e, continuando verso Port-Pin, il paesaggio cambia.

Port-Pin
Calanque di Port-Pin: come arrivare e dove fare il bagno
Lasciata Port-Miou, il paesaggio cambia in fretta. Le barche scompaiono, il sentiero prosegue sulla roccia e in circa 15/20 minuti si raggiunge Port-Pin, raccolta intorno a una piccola spiaggia e circondata dai pini d’Aleppo da cui prende il nome.
Qui si può fare il bagno. L’acqua è limpida e la presenza dei pini offre qualche zona d’ombra, particolarmente apprezzabile nelle giornate più calde. Le dimensioni contenute della calanque hanno però un rovescio della medaglia: in piena estate lo spazio si riempie rapidamente.

Calanque di Port-Pin
Per arrivare a Port-Pin da Port-Miou, si segue il sentiero in direzione di En-Vau. Il tratto è breve e non presenta le difficoltà che incontreremo più avanti, ma la discesa verso la spiaggia è rocciosa e irregolare: anche per arrivare fin qui è meglio avere scarpe adatte.
Port-Pin può essere una buona meta se non ve la sentite di affrontare il percorso fino a En-Vau. Se invece decidete di continuare, è da qui che l’escursione comincia a diventare decisamente più impegnativa.

Calanque d’En-Vau: arrivare e difficoltà del sentiero
Da Port-Pin in poi l’escursione cambia carattere. Il sentiero prosegue in direzione del Portalet e poi verso En-Vau, su un terreno sempre più accidentato. Ci sono tratti rocciosi, salite che cominciano a farsi sentire nelle gambe e, soprattutto, una discesa finale piuttosto ripida. Le scarpe adatte, qui, non sono un consiglio prudente da guida escursionistica: servono davvero.
Ricordo bene la fatica di quel tratto. Era metà giugno, faceva già caldo e, dopo qualche ora di cammino, cominciavo a chiedermi quanto mancasse. Poi, tra le rocce, finalmente il mare.
Ed eccola: En-Vau.
Vista dall’alto è impressionante. Una lama d’acqua azzurra si infila tra due enormi pareti di calcare bianco che sembrano stringersi intorno alla calanque. La spiaggia, laggiù in fondo, appare piccolissima.

E naturalmente, mentre la si guarda dall’alto, bisogna anche prendere atto di un dettaglio: per arrivarci occorre scendere fin laggiù.
La discesa richiede attenzione e, quando sono arrivata sulla spiaggia, ero stanca. Ma ricordo altrettanto bene la soddisfazione: togliersi finalmente lo zaino, guardare verso l’alto il sentiero appena percorso e trovarsi in mezzo a quelle pareti di roccia dà una misura completamente diversa del luogo.

L’ambita vetta
Non aspettatevi però una calanque deserta. Era soltanto metà giugno ed En-Vau era già piuttosto frequentata. La spiaggia è stretta e lo spazio a disposizione non è molto; in piena estate la situazione può essere ben diversa. Se potete scegliere il periodo, questo è un buon motivo in più per evitare luglio e agosto.
E poi c’è l’acqua. Dopo la camminata, entrare in mare è già un piacere; qui, però, vale la pena portare maschera e boccaglio. L’acqua è limpida e i fondali sono popolatissimi: facendo snorkeling ho visto molti pesci, soprattutto lungo le zone rocciose ai margini della calanque. È uno di quei casi in cui non bisogna limitarsi ad ammirare En-Vau dalla spiaggia: una parte del paesaggio continua sotto la superficie.

Resterei volentieri ancora un po’ su quel ricordo, ma c’è una considerazione poco poetica e molto concreta da fare: il ritorno. La discesa che vi ha portato alla spiaggia va affrontata nuovamente in salita, e dopo il bagno e qualche ora di cammino le gambe potrebbero avere un’opinione piuttosto precisa in proposito.
Quanto dura l’escursione alle Calanques di Cassis?
Per l’itinerario Port-Miou – Port-Pin – En-Vau, il Parc National des Calanques indica circa 3 ore di cammino, 7,8 km e 360 metri di dislivello positivo e classifica il percorso come difficile.
Questo tempo, però, va preso per quello che è: un tempo di percorrenza. Se partite dal centro di Cassis, volete fermarvi a Port-Pin, scendere fino alla spiaggia di En-Vau, fare il bagno e magari mangiare qualcosa, prevedete tranquillamente 4–5 ore per l’intera escursione.
La difficoltà non dipende tanto dalla distanza quanto dal terreno. Si cammina spesso sulla roccia, ci sono tratti irregolari e la discesa verso En-Vau — con relativa risalita al ritorno — richiede un certo impegno fisico. Non è un’escursione per cui partire con le infradito perché “tanto si va al mare”.
Servono scarpe con una buona aderenza e una normale abitudine a camminare. In estate va considerato anche il caldo: buona parte del percorso è esposta al sole e l’ombra, fuori da alcuni tratti, è poca.

La Calanque di En-Vau
Quando andare nelle Calanques di Cassis
Se potete scegliere, maggio, giugno, settembre e ottobre sono i mesi che preferirei per questa escursione. Le giornate sono lunghe, ma si evitano almeno in parte il caldo più intenso e l’affollamento di luglio e agosto.
In estate c’è però un aspetto molto più importante da considerare: il rischio di incendio. Dal 1° giugno al 30 settembre l’accesso ai massicci delle Bouches-du-Rhône viene regolamentato quotidianamente in base alle condizioni meteorologiche. Questo significa che aver programmato l’escursione non garantisce affatto di poterla fare.
Prima di partire controllate quindi sempre l’apertura del massiccio. Le informazioni per il giorno successivo vengono comunicate nel tardo pomeriggio e sono consultabili presso l’ufficio del turismo di Cassis.
Non consideratelo un dettaglio burocratico: quando l’accesso viene vietato, lo si fa perché vegetazione secca, vento e alte temperature possono trasformare un principio d’incendio in qualcosa di molto serio. E in un territorio come questo, rispettare una chiusura significa anche contribuire a proteggerlo.
Che cosa portare per l’escursione
- Scarpe da trekking o scarpe robuste con una buona aderenza: il terreno è roccioso e la discesa verso En-Vau può essere scivolosa.
- Acqua in quantità sufficiente: lungo il percorso non troverete punti di rifornimento.
- Cappello e crema solare: gran parte del sentiero è esposta al sole.
- Costume da bagno e, se vi piace fare snorkeling, maschera e boccaglio.
- Qualcosa da mangiare, se pensate di trascorrere diverse ore nel Parco.
Qualunque cosa portiate con voi, dovrà naturalmente tornare indietro con voi: nelle Calanques non ci sono cestini lungo i sentieri e lasciare anche soltanto i resti di un picnic significa aggiungere qualcosa a un ambiente che ha già parecchio da sopportare nei mesi di maggiore affluenza.
Calanques di Cassis: domande frequenti
Sì. Nel Parc National des Calanques i cani sono ammessi, ma devono essere tenuti al guinzaglio. Nelle informazioni ufficiali di Cassis dedicate a Port-Pin ed En-Vau non è indicato un divieto specifico. Resta però da chiedersi se sia una buona idea portarli fino a En-Vau nelle giornate calde: il sentiero è roccioso, molto esposto al sole e lungo il percorso non ci sono punti d’acqua. I cani sono ammessi anche sui battelli turistici in partenza da Cassis, ad eccezione di quelli appartenenti alle categorie 1 e 2.
Dipende soprattutto dalla loro abitudine a camminare. Port-Miou e Port-Pin sono decisamente più accessibili; arrivare fino a En-Vau significa invece affrontare un percorso classificato difficile, con terreno roccioso e una discesa ripida che al ritorno diventa salita. Con bambini piccoli mi fermerei prima; con ragazzi già abituati alle escursioni valuterei En-Vau in base al caldo, alle condizioni del sentiero e alla loro resistenza.
Non fino alle spiagge di Port-Pin ed En-Vau. L’auto può servire per raggiungere Cassis, poi si continua a piedi. Nei periodi di maggiore affluenza una soluzione pratica è il parking-relais des Gorguettes, fuori dal centro, evitando di perdere tempo alla ricerca di un parcheggio vicino a Port-Miou.
Si può vedere En-Vau dal mare: da Cassis partono battelli turistici che percorrono diverse calanques. Non significa però poter arrivare con una barca e scendere sulla spiaggia. A En-Vau lo sbarco è vietato e non è consentito l’ancoraggio, una misura destinata anche a proteggere i fondali e le praterie di Posidonia.
Sì, e vista dell’acqua la calanque è ancora più impressionante. Attenzione però alle regole di accesso: dal 1° maggio al 30 settembre è vietato sbarcare con kayak e paddle a Port-Pin ed En-Vau. Se noleggiate un kayak per questo settore, verificate inoltre che l’operatore sia autorizzato dal Parc National e controllate sempre vento e condizioni del mare prima della partenza.
Una volta arrivati, naturalmente, si può fare il bagno. Raggiungere En-Vau a nuoto da Cassis o da un’altra calanque è tutt’altra cosa: si tratta di nuoto in mare aperto e richiede esperienza, preparazione e condizioni meteo-marine favorevoli. Non va quindi considerato un normale modo di raggiungere la calanque né un’alternativa all’accesso a piedi per chi viene semplicemente a visitarla.
En-Vau non è la classica spiaggia mediterranea di sabbia fine: è una spiaggia di ciottoli, piccola e stretta fra le falesie. Un paio di scarpette da scoglio può quindi risultare comodo, soprattutto per entrare e uscire dall’acqua.
Per me sì. Quando sono stata a En-Vau l’acqua era limpidissima e facendo snorkeling ho visto parecchi pesci, soprattutto vicino alle zone rocciose ai lati della calanque. Una parte interessante del paesaggio continua sotto la superficie.
Possono esserci, come nel resto del Mediterraneo. La loro presenza è molto variabile e non è possibile stabilire che in un determinato mese non se ne incontreranno. Prima di entrare in acqua conviene quindi dare un’occhiata alla situazione sul posto e alle eventuali segnalazioni recenti.
No. Sui sentieri e sulle spiagge non troverete bar, ristoranti, docce, toilette o punti in cui riempire la borraccia. Acqua e cibo devono quindi partire con voi da Cassis, e tutto ciò che portate deve naturalmente tornare indietro nello zaino.
No. Le spiagge di En-Vau e Port-Pin non sono sorvegliate e non sono attrezzate come le spiagge urbane di Cassis. Se siete con bambini, tenetelo bene a mente.
Cosa vedere nei dintorni di Cassis e delle Calanques
E se dopo questa escursione vi verrà voglia di continuare a esplorare la Provenza, il viaggio può facilmente proseguire: le isole di Porquerolles e Port-Cros per un mare ancora paradisiaco, oppure esplorare la grotta di Maria Maddalena in Provenza.
Stai organizzando un viaggio in Provenza?
Ho raccolto tutte le tappe, i consigli pratici e il percorso completo nella guida:
→ Itinerario in Provenza di 6 giorni: borghi, storia e paesaggi oltre la lavanda
Ultimo aggiornamento: agosto 2026.


11 Responses
Ma è preferibile visitarle in barca o a piedi.
Ma che meraviglia queste calette incastonate tra i monti e un mare d’incanto! Adoro i luoghi di natura così belli e selvaggi, mi ricordano molto alcune piccole spiagge dell’isola di Minorca!
Ecco questi sono i posti che amo, non solo mare ma un mix di profumo di pini, scogliere a picco e mare cristallino…il giusto mix. Belle foto.
Le ho visitate con un tour guidato in barca. Splendide ma un unico neo: non è prevista la sosta bagno. Il sentiero panoramico è davvero suggestivo
Natura incontaminata e un vero invito a nozze per i coraggiosi! Soffro di vertigini, non so se riuscirei a resistere e arrivare alla fine del percorso. Nulla da dire sui panorami!
Ciao! Il sentiero è un po’ faticoso in quanto ci sono molti saliscendi e generalmente poca ombra. Sul percorso che ho fatto io non ci sono passaggi esposti o tecnici. L’unico pericolo è il terreno un po’instabile, ma con gli scarponcini da trekking e un paio di bastoni il rischio capitomboli è notevolmente ridotto.
Mi ha incuriosito molto il tuo itinerario a piedi nelle calanques perché ci penso da un pò e non ho mai avuto il coraggio di affrontarlo! Ho fatto la visita delle calanques in barca ma non è la stessa cosa, sono spettacolari ma immagino che vederle comparire dal sentiero sia un’altra cosa. Ma mi confermi che il sentiero non è particolarmente pericoloso e che basta avere le calzature adatte?
Sono davvero delle calette spettacolari, grazie per aver descritto dettagliatamente come raggiungerle!! Non mi è mai capitato di visitare i dintorni di Marsiglia, ma penso sia un’idea per un prossimo possibile viaggio in primavera!
Ci sono talmente tanti bei posti da visitare, che spesso abbiamo l’imbarazzo della scelta. La zona delle Calanques è un incanto tutto l’anno ( Mistral permettendo).
Ho sempre sentito ottime opinioni su questa zona della Francia ed ora, vedendo le tue foto, partirei subito. Trascorrerò le vacanze in Italia, ma terrò a mente questo post per il futuro!
Questo posto è assolutamente magnifico e selvaggio. Anch’io preferirei decisamente andarci nei periodi maggio o settembre!