Cascata della Collina de Castello di Nizza

Cosa vedere a Nizza? La lista potrebbe essere molto lunga, ma quando qualcuno mi chiede quali siano i luoghi da non perdere durante una breve visita, oltre alla celebre Promenade des Anglais ne indico sempre due: il Vieux Nice e la Collina del Castello.

Il Vieux Nice perché per secoli la città è stata essenzialmente tutta lì; la Collina del Castello perché bisogna salire fin quassù per risalire alle origini di Nizza. Oggi è un grande parco arroccato su un promontorio roccioso a 92 metri sul mare. E, come spesso accade da queste parti, “promontorio a picco sul mare” fa rima con un panorama che da solo giustificherebbe la salita con una vista che spazia dal porto alla Baie des Anges e, nelle giornate più limpide, molto oltre.

Veronica Pesce di Meraviglieuropa sulla Collina del Castello di Nizza, con la Baie des Anges sullo sfondo
Panorama sulla Baie des Anges

La collina del castello a Nizza: cosa vedere

A 92 metri a strapiombo sul mare si erge la collina del castello, un promontorio roccioso oggi quasi interamente ricoperto di vegetazione. La si vede benissimo dal porto, dalla città vecchia e da tutti i punti panoramici della città, ma è dalla Promenade des Anglais e dal Quai des États-Unis che si rivela in tutto il suo splendore.

Proprio là, infatti, ogni giorno, migliaia di turisti guardano increduli l’imponente cascata che scaturisce dalla sommità della collina e, giustamente, si domandano da dove provenga tutta quell’acqua. Me lo sono chiesto anch’io la prima volta che l’ho vista. E visto che la risposta non era affatto quella che immaginavo, sono andata a controllare più da vicino.

Cascata della Collina del Castello di Nizza

Come arrivare alla collina del castello

Per raggiungere la sommità ci sono diverse possibilità. La più comoda è l’ascensore gratuito, il cui ingresso si trova alla fine del Quai des États-Unis: una soluzione particolarmente pratica se viaggiate con bambini piccoli o semplicemente non avete alcuna intenzione di conquistare la collina a forza di polpacci. In alta stagione è possibile salire anche con il trenino turistico, che parte dal lungomare.

Io, però, preferisco andarci a piedi. Dal Quai des États-Unis, proprio accanto all’ascensore, comincia una scalinata di 213 gradini che sale lungo il fianco della collina. Non è necessario affrontarli tutti d’un fiato: il belvedere della Tour Bellanda offre un’eccellente giustificazione per fermarsi qualche minuto e, soprattutto, una prima vista sulla Baie des Anges. A volte capita anche di trovare qualche musicista intento a suonare brani della tradizione nizzarda.

Informazioni pratiche

Orari di apertura

  • Da aprile a settembre
    Aperto tutti i giorni dalle alle .
  • Da ottobre a marzo
    Aperto tutti i giorni dalle alle .
La salita che porta in cima alla collina del castello di Nizza con la Tour Bellanda sullo sfondo
Il panorama ricompensa la fatica della salita alla collina del castello di Nizza

La collina del castello…senza castello. Ma che cosa c’è da vedere allora?

Siamo finalmente arrivati in cima. Davanti a noi si trova un bellissimo parco in cui crescono alberi secolari: riconosciamo pini marittimi, pini d’Aleppo, un cedro dell’Himalaya, palme da datteri, alberi di Giuda. Ci sono anche un chiosco, sempre gremito di gente, un bel parco-giochi per i bambini, un laghetto, un grande prato dove ci si può sdraiare per prendere il sole o fare un picnic.  Tutto intorno, tra un albero e l’altro, ricompaiono il mare, il porto e i tetti di Nizza.

A questo punto, però, dopo essere saliti fin sulla Collina del Castello, sarebbe perfettamente legittimo aspettarsi di vedere un castello.

E invece niente.

Dov’è finito?

I mosaici e le origini greche di Nizza (Nikaia)

Per trovare una prima risposta conviene guardare per terra. Lungo il percorso compaiono infatti alcuni grandi mosaici ispirati alla mitologia greca e all’Odissea di Omero. La presenza di Ulisse e dei suoi compagni sulla Costa Azzurra può sembrare piuttosto singolare, ma non è affatto casuale: per capirla dobbiamo tornare indietro di circa 2500 anni.

Mosaici di ispirazione greca sulla collina del castello di Nizza con scene tratte dall'Odissea
Mosaici di ispirazione greca

Raggiungiamo rapidamente il punto più alto della collina del castello, dove si trova un belvedere con l’immancabile tavola di orientamento. Da qui distinguiamo il Mont Chauve, il Baou de Saint Jeannet, il Cap d’Antibes, e, sullo sfondo, possiamo persino scorgere i contorni del Massiccio dell’Esterel. Sotto di noi si dirama tutta la città di Nizza. A vederla così estesa risulta difficile credere che fino al XVIII secolo il tessuto urbano fosse ancora concentrato soprattutto nell’area dell’attuale Vieux Nice!

L’antica Nikaia fu fondata dai Greci di Massalia, l’odierna Marsiglia, probabilmente nel IV secolo a.C. Il rapporto preciso tra il primo insediamento greco e la sommità della Collina del Castello è ancora oggetto di discussione archeologica: le fonti antiche attestano Nikaia, ma sulla collina non sono state finora identificate strutture che permettano di ricostruire con certezza un’acropoli greca.

I mosaici che vediamo oggi sono naturalmente molto più recenti: furono realizzati negli anni Sessanta del Novecento dall’artista nizzardo Honoré Gilly, proprio per ricordare le origini greche della città.

Il piccolo mistero di Ulisse è dunque risolto. Quello del castello e della cascata, invece, ancora no.

Le vestigia della Nizza medievale

Della Nikaia greca non rimangono strutture visibili, ma basta proseguire di poco per incontrare tracce molto più concrete della città medievale. Sulla collina si conservano infatti le vestigia dell’antica cattedrale di Sainte-Marie, documentata a partire dall’XI secolo e riportata alla luce dagli scavi archeologici.

Rovine dell'antica cattedrale medievale di Sainte-Marie dell'XI secolo sulla Collina del Castello di Nizza
Vestigia della cattedrale

 

Per diversi secoli il cuore della città rimase quassù. Poi Nizza cominciò progressivamente a scendere dalla collina: dal XIII secolo l’abitato si sviluppò verso il basso, tra il mare e il Paillon, mentre tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna prese forma quella parte della città che oggi chiamiamo Vieux Nice.

La sommità, però, non venne abbandonata. Al contrario, mentre gli abitanti scendevano verso la città bassa, la collina assumeva una funzione sempre più militare. Ed è qui che finalmente comincia la storia del castello.

Il castello di Nizza: la fortezza che non esiste più

Dalla città fortificata alla cittadella

Eccolo, finalmente, il castello che stavamo cercando. O meglio, la sua storia. La sommità della collina era fortificata almeno dall’XI secolo, mentre l’esistenza di un vero e proprio castello è documentata con certezza a partire dal XIII. Nei secoli successivi le difese vennero ampliate e adattate alle nuove tecniche militari, fino a trasformare la collina in una poderosa cittadella fortificata.

La distruzione del castello nel 1706

Ma fu proprio la sua forza a decretarne la rovina. La posizione strategica di Nizza, possedimento sabaudo affacciato sul Mediterraneo e a ridosso del regno di Francia, ne fece per secoli un territorio conteso e la cittadella dovette affrontare numerosi assedi. Finché, nel 1706, Luigi XIV decise di risolvere la questione alla radice: ordinò la demolizione del castello e delle fortificazioni.

Per il duca di Savoia fu un colpo durissimo. Non perdeva soltanto una fortezza, ma uno dei principali baluardi difensivi dei suoi territori sul Mediterraneo. Per Nizza, invece, si chiudeva definitivamente un capitolo della sua storia: il castello che aveva dato il nome alla collina stava per scomparire dal paesaggio.

Quello di Nizza non fu il solo castello che Luigi XIV fece distruggere; il sovrano fu responsabile anche dello smantellamento di quello di Èze. Oggi delle sue rovine rimane ben poco, ma il villaggio e il Jardin Exotique meritano decisamente una deviazione: ne parlo nell’articolo dedicato al Sentiero di Nietzsche e al villaggio di Eze.

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Ma proseguiamo la passeggiata e andiamo a dare un’occhiata al cimitero panoramico.

Il cimitero della Collina del Castello

Dopo la distruzione della fortezza, la collina rimase a lungo in gran parte abbandonata. Nel 1783 Vittorio Amedeo III vietò le sepolture nelle chiese, per ragioni di igiene e salute pubblica, e Nizza dovette trovare un nuovo spazio per il proprio cimitero. La scelta cadde proprio sull’antica cittadella, ormai inutilizzata.

Il Cimitero del Castello si sviluppa a terrazze su diversi livelli, tra monumenti funebri, cappelle e sepolture di famiglie che hanno segnato la storia della città. La posizione è piuttosto insolita per un cimitero: da una parte il mare e la Baie des Anges, dall’altra Nizza e le montagne che la circondano. Un panorama magnifico, anche se viene spontaneo pensare che, a questo punto, ad apprezzarlo siano soprattutto i visitatori.

Il cimitero monumentale sulla collina del castello di Nizza


Un cimitero molto panoramico

Passeggiando tra i viali si incontrano le tombe di alcune figure legate alla storia di Nizza, tra cui Léon Gambetta, lo scrittore Gaston Leroux, autore de Il fantasma dell’Opera, e la famiglia Garibaldi: qui riposa anche Rosa Raimondi, madre di Giuseppe Garibaldi.

Accanto al cimitero cristiano si trova il cimitero ebraico. All’ingresso, un grande cenotafio ricorda le vittime della Shoah e, in particolare, gli ebrei di Nizza deportati durante la Seconda guerra mondiale.

Ma lasciamo i cimiteri e torniamo verso il cuore del parco. È arrivato il momento di rispondere alla domanda che ci siamo posti guardando la collina dal basso: da dove viene l’acqua della grande cascata sulla collina del castello di cui sentiamo il rumore?

Dal castello al parco: la cascata della Collina del Castello

È difficile immaginarlo oggi, ma all’inizio dell’Ottocento la collina aveva ben poco del grande parco alberato che conosciamo. Dopo la distruzione della cittadella era rimasta per oltre un secolo in gran parte spoglia, finché nel 1821 la città di Nizza chiese di poter trasformare l’antica area militare in uno spazio pubblico. Come documenta l’Inventaire général du patrimoine culturel della Région Sud, l’anno seguente Carlo Felice di Savoia concesse alla città l’usufrutto dei terreni e iniziarono le prime sistemazioni.

La trasformazione proseguì per diversi decenni. Dal 1831 se ne occupò la Chambre Royale d’Agriculture et de Commerce: il naturalista nizzardo Antoine Risso seguì le piantumazioni e, dopo di lui, l’incarico passò a François Bottieri. Nel 1858 il parco venne infine consegnato alla città.

Mancava però qualcosa di essenziale: l’acqua. La collina era arida e mantenere prati, aiuole e alberi richiedeva una risorsa di cui Nizza, in piena espansione, aveva sempre maggiore bisogno. La soluzione arrivò con il Canal de la Vésubie, lungo più di trenta chilometri, che portava in città l’acqua dell’omonimo fiume alpino, proveniente dalle montagne a nord di Nizza.

Fu proprio quell’acqua ad alimentare, nel 1885, la nuova cascata progettata dall’ingegnere municipale Bérard. Da allora l’acqua continua a precipitare fra le rocce artificiali, ma non segue più lo stesso percorso.

Oggi viene raccolta nel bacino inferiore e un sistema di pompe la riporta in cima: la cascata funziona a circuito chiuso, anziché essere alimentata continuamente con altra acqua del canale della Vésubie.

La cascata, però, non è l’unico motivo per cui la Collina del Castello può sorprendere chi arriva a Nizza per la prima volta. Ogni giorno, a mezzogiorno in punto, un’esplosione risuona dalla collina e si propaga per buona parte della città.

Lou Canoun de Miejour: il cannone di mezzogiorno

Se vi trovate sulla Collina del Castello intorno a mezzogiorno, tenete d’occhio l’orologio. Non perché il parco stia per chiudere, ma perché alle dodici in punto una detonazione fa sobbalzare i visitatori impreparati.

Abito a Nizza da più di quindici anni, eppure non mi sono ancora abituata. Se il colpo mi sorprende mentre sono in città, sobbalzo come la prima volta; se invece mi trovo sulla collina, comincio a guardare l’orologio con una certa apprensione e, poco prima di mezzogiorno, mi tappo le orecchie in attesa dell’esplosione. Un comportamento forse poco eroico, ma molto efficace.

I Nizzardi chiamano questa tradizione Lou Canoun de Miejour, il cannone di mezzogiorno. La sua origine risale al XIX secolo ed è legata a Thomas Coventry, un ricco gentiluomo inglese che trascorreva gli inverni a Nizza. Le ricerche condotte dalla storica Judit Király ce lo descrivono come un giurista appassionato di astronomia, meteorologia e strumenti per la misurazione del tempo.

Sulla terrazza dell’Hôtel Chauvain, dove alloggiava, Coventry aveva installato diversi strumenti di osservazione e un orologio regolatore. Nella Nizza dell’Ottocento, infatti, campanili e orologi pubblici non segnavano sempre la stessa ora. Per risolvere il problema, nel novembre del 1861, Coventry chiese al sindaco François Malausséna il permesso di far sparare dalla Collina del Castello un piccolo cannone a mezzogiorno esatto, assumendosi tutte le spese.

Dal tetto dell’albergo veniva innalzata una sfera oraria, visibile dalla collina. La sua discesa dava all’addetto il segnale per sparare. Il cannone nacque quindi come un sistema pubblico per comunicare l’ora esatta, in un periodo in cui l’arrivo della ferrovia rendeva sempre più importante sincronizzare gli orologi.

La tradizione popolare preferisce però una spiegazione assai meno scientifica. Secondo la leggenda, Coventry avrebbe escogitato il colpo di cannone per richiamare a casa la moglie, che durante le passeggiate mattutine si attardava a conversare e finiva per arrivare tardi a pranzo. Il folklore nizzardo ha evidentemente stabilito che una moglie troppo loquace fosse più memorabile di un problema di cronometria.

Dopo la morte di Coventry il segnale venne sospeso, ma i Nizzardi, ormai abituati a regolare gli orologi sul colpo di mezzogiorno, ne chiesero il ripristino. La municipalità decise così di trasformare l’iniziativa di un privato in una consuetudine cittadina.

Oggi, però, sulla collina non c’è più un vero cannone. La detonazione è provocata da un marron d’air, una carica pirotecnica concepita per produrre un forte boato. Non si vede quasi nulla, ma si sente benissimo. Dopo più di quindici anni di spaventi, su questo posso esprimermi con una certa competenza.

Cosa vedere vicino alla Collina del Castello e a Nizza

Dalla Collina del Castello si può proseguire facilmente la visita nel Vieux Nice oppure scendere verso il porto e il lungomare. Se invece avete più tempo e volete spingervi oltre Nizza, la Costa Azzurra offre parecchie buone ragioni per farlo.

A Saint-Jean-Cap-Ferrat, la Villa Ephrussi de Rothschild racconta il gusto — e le considerevoli possibilità economiche — di Béatrice de Rothschild, che all’inizio del Novecento trasformò il promontorio in una dimora circondata da giardini ispirati a paesaggi e tradizioni di diverse parti del mondo.


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A Menton, il Giardino Botanico Val Rahmeh segue una logica completamente diversa. Oggi appartenente al Muséum national d’Histoire naturelle, è un giardino botanico in cui il particolare microclima mentonese permette di coltivare specie tropicali e subtropicali provenienti da diversi continenti.


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Fonti consultate

Per ricostruire la storia della Collina del Castello di Nizza, della sua trasformazione in parco e del cannone di mezzogiorno ho consultato in particolare:

N.B. L’articolo è stato scritto il 2 maggio 2021 ed è aggiornato ad agosto 2026.

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17 Responses

  1. Se tu non avessi scritto questo articolo così dettagliato e interessante oggi non avrei visto il magnifico punto panoramico che hai descritto 🙂
    Mi chiedono come faccio a trovare sempre cose interessanti da vedere, semplice! leggo tutti i begli articoli pubblicati su Meraviglieuropa! Sono la mia fonte d’ispirazione 🥰

  2. Adoro Nizza e tutta la Costa Azzurra! Sono stata anche su questa collina …

    Un panorama affascinante, che ora hai reso interessantissimo grazie a queste tue informazioni dettagliate! Grazie mille carissima!

    Mimì

  3. Sai che non ho mai visitato Nizza? Il parco che hai così ben descritto dev’essere veramente bello! E poi la vista sul mare… io adoro questi luoghi così panoramici. Grazie per lo spunto.

  4. Un panorama mozzafiato, è dire poco.

    Spero di poterci tornare presto. Ho un debole per tutta la costa azzurra. Buon weekend
    Mumi

  5. Sono stata a Nizza anni fa, quando ancora andavo a scuola. Ovviamente puoi immaginare che ho visto pochissimo, ma conto di tornarci un giorno! Grazie mille per tutti i consigli!

  6. Eh, eh. Quest’anno, allora vieni a fare un giretto da queste parti, e- mi raccomando- avvertimi che ci vediamo!

  7. Ecco dov’erano i famosi mosaici che ci hai mostrato sulla tua pagina Facebook! Avevo azzeccato la Francia ma proprio Nizza non mi è passata per la testa! Eh che bella che deve essere, dovevo passarci una notte lo scorso anno ma con il covid non me la sono sentita di andare all’estero, rimedierò prestissimo!

  8. Wow, che bella Nizza e che bel posticino, mi hai davvero incuriosito e mi hai fatto venire una gran voglia di tornarci. Non conoscevo tutte queste curiosità e la storia di Nizza, mi hai proprio ispirato!

  9. Ci sono stata moltissimi anni fa. Sono salita con il trenino (avevo mia figlia piccola in passeggino e sarebbe stato impossibile). Lassù è spettacolare sia la vista che il contesto: Nizza è una bellissima e coloratissima cittadina. Non ci sono più tornata perché sono stata scippata in quei giorni. Dovrei tornare e fare pace…

  10. Ho un caro amico che vive nei pressi di Nizza e, pur non essendoci mai stata, nel corso dei suoi racconti mi ha raccontato di un pò di luoghi presenti nel tuo post, quindi mi torna molto familiare 🙂

  11. Abito molto vicino a Nizza e ci vado abbastanza spesso a fare un giro, ma devo dire che sulla collina non ci sono mai stata; anzi, a dirla tutta, neanche sapevo della sua presenza. Per questo ti ringrazio per avermela fatta conoscere!

  12. Pensa che io vivo a non tanti chilometri da Nizza e non sono mai andata a visitarla da “turista” o “viaggiatrice”.
    Dovrei davvero farlo, perché mi hai dato una nuova prospettiva su come guardarla!

  13. Dall’alto le atmosfere sono sempre bellissime. Grazie per questi scorci e per le accattivanti descrizioni. È come tornarci con gli occhi.

  14. Che bella Nizza! Mi è venuta voglia di tornarci :-)…

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