Bussana Vecchia, la rinascita di un borgo abbandonato.
Qual è la ragione per cui, ogni anno, migliaia di visitatori provenienti da tutta Europa si recano a Bussana Vecchia, un affascinante benché minuscolo borgo incastonato nelle colline dell’entroterra ligure?
Che cos’è a rendere così interessante questo villaggio di artisti e a differenziarlo da tutti gli altri borghi della zona?

La storia di Bussana Vecchia, un villaggio di campagna
Il 22 febbraio 1887 Bussana Vecchia era ancora un ridente e pittoresco villaggio di 820 anime alle porte della Valle Argentina, a pochi km da Sanremo. Non era per nulla diverso da tanti altri borghi liguri: un castello fortificato in cima alla collina, stradine acciottolate, case strette le une alle altre, qualche piazzetta, la chiesa…e tutto intorno vigne, frutteti e terrazzamenti.
A dire il vero la sua tranquillità era già stata messa alla prova qualche decennio prima, in quanto si erano verificati alcuni terremoti di discreta intensità. Come quello del 1831, per esempio, che distrusse una ventina di case e danneggiò una torre; o quello del 1854 che danneggiò altre due torri e qualche abitazione.
Un cataclisma distruttore
In ogni caso, quella mattina del 23 febbraio 1887, nessuno degli abitanti di Bussana Vecchia immaginava che la loro serenità sarebbe stata sconvolta da una terribile sciagura.
Era il mercoledì delle ceneri e l’orologio segnava le sei e venticinque del mattino. Un folto gruppo di fedeli era riunito in chiesa e il parroco si accingeva a salire sul pulpito per l’omelia, quando, all’improvviso, si udì un rumore assordante che qualcuno dei superstiti paragonò a una tromba d’aria. Era il terremoto.
Il buonuomo fece appena in tempo a gridare ai parrocchiani di rifiugiarsi nelle cappelle laterali della chiesa, che la volta della navata centrale e la facciata crollarono, seppellendo alcune persone sotto le macerie e ostruendo l’accesso all’edificio.
Lo stesso destino toccò a quasi tutte le case della parte alta del borgo. Ci furono 55 vittime e una trentina di feriti. Quel giorno lo sciame sismico proseguì impietoso, ostacolando il lavoro dei soccorritori e provocando ulteriori crolli.

L’esodo
La situazione era talmente grave che le autorità diedero ordine di evacuare il villaggio e di impedirne l’accesso a chiunque. Gli abitanti di Bussana dovettero trascorrere l’inverno in un accampamento d’emergenza, allestito in tutta fretta su un terreno poco distante, per poi stabilirsi, sebbene di malavoglia, in una località sita 3 km più a valle, abbandonando per sempre le loro case.
Un borgo fantasma
Per circa 60 anni, il borgo fu alla mercé degli elementi e a poco a poco la natura e la vegetazione rivendicarono i loro diritti sulle poche case rimaste in piedi: ogni genere di pianta e arbusto finì per ricoprire i ruderi, conferendo a Bussana l’atmosfera fatiscente di un borgo-fantasma.

La Chiesa

La natura rivendica i suoi diritti
La riscoperta
Fu nel 1959 che un artista torinese, Mario Giani, in arte Clizia, scoprì questo borgo e decise di rimanervi per qualche tempo, occupando una delle case ancora agibili. Fu un vero e proprio colpo di fulmine: Clizia venne sedotto dall’atmosfera inconsueta del luogo e, imitato da decine di artisti provenienti da tutta Europa, decise di stabilirsi là in pianta stabile e fondare una comunità artistica.
La rinascita di Bussana Vecchia il borgo degli artisti
Ovviamente la ricostruzione del villaggio non fu facile e molto spesso i nuovi abitanti dovettero scontrarsi con le autorità, per le quali l’occupazione degli edifici era abusiva.
Ma gli artisti di Bussana non erano gente da darsi facilmente per vinta. Erano sognatori, credevano in un ideale di pace, armonia e cooperazione, (fra loro c’erano molti hippies) e seppero tener testa ai numerosi tentativi di sgombero. Solo nel 1978 e dopo mille difficoltà e lungaggini burocratiche, ottennero l’allacciamento alla corrente elettrica nelle proprie case.
E fu così che, poco alla volta, le case vennero rinsaldate nella loro struttura, le erbacce estirpate, le strade ricostruite; lungo le vie e piazzette del villaggio iniziarono ad apparire le prime botteghe e laboratori artigianali, e, insieme a essi anche il turismo.

Bussana Vecchia è un vero e proprio museo a cielo aperto. Se percorrendo le sue viuzze, un visitatore distratto non vi vedrà altro che abitazioni diroccate, sistemate alla bene e meglio sulle quali cresce in maniera anarchica una folta vegetazione, un occhio più attento e curioso vi vedrà tutta la cura e l’amore coi quali gli artisti hanno ridato vita al villaggio.

La Bocca della verità all’ingresso del villaggio
Utilizzando esclusivamente materiali di recupero e dando libero corso alla loro fantasia, i suoi nuovi abitanti sono riusciti a creare un’atmosfera magica e accogliente in cui ci si sente fin da subito a proprio agio.

Casa La Barca
Un’atmosfera magica a Bussana Vecchia il borgo degli artisti
Prendiamo ad esempio la “Casa la Barca” dove una volta varcato il portone d’uno scintillante colore blu-azzurro a forma di timone, ci si ritrova immersi in un rigoglioso giardino nel quale ci si può rilassare, dondolandosi su un’amaca, all’ombra di un banano. O magari cucinarsi qualcosa, sui fornelli messi a disposizione per i viandanti, e persino fermarsi a dormire nelle grotte, adibite a dormitorio. Insomma è una casa aperta a tutti, dove non è inconsueto trovare artisti e giramondo.

Casa La Barca a Bussana Vecchia
E poi ancora il Giardino in mezzo ai ruderi, dove con un contributo di pochi euro si sale alla sommità del villaggio, passando attraverso un rigogliosissimo giardino botanico. La vista da lassù è magnifica. All’interno del giardino si trova il museo dedicato alla storia di Bussana Vecchia il borgo degli artisti dove si possono anche sfogliare numerosi libri. All’uscita chi vuole può portar via una piantina grassa.

Un giardino fra i ruderi
Inoltre a Bussana è possibile ammirare un plastico ferroviario considerato fra i più grandi d’Italia. Personalmente il modellismo non è mai stato una grande passione, anzi , confesso che non mi interessa proprio, ma devo riconoscere che sono stata piacevolmente sorpresa dal minuzioso e accurato lavoro realizzato da un gruppo di appassionati e consiglio a chiunque vada a Bussana Vecchia a darci uno sguardo.

Il trenino
Come arrivare a Bussana Vecchia
Raggiungere Bussana Vecchia è piuttosto semplice. Il borgo si trova nell’entroterra di Sanremo, a circa 8 chilometri dal centro città e a pochi minuti dalla frazione costiera di Bussana Mare.
Per chi arriva in auto dall’Italia, l’uscita autostradale più comoda è Arma di Taggia sull’Autostrada dei Fiori. Da qui bastano una decina di minuti di strada per raggiungere il villaggio. Chi proviene dalla Costa Azzurra può invece uscire a Sanremo Est e seguire le indicazioni per Bussana.
Dove parcheggiare a Bussana Vecchia
Il centro storico è interamente pedonale e non è consentito l’accesso alle automobili. Si parcheggia quindi lungo l’unica strada che conduce al borgo. Il mio consiglio è di lasciare l’auto qualche centinaio di metri prima dell’ingresso e proseguire a piedi. In pochi minuti vi ritroverete immersi nei vicoli di questo sorprendente villaggio di artisti.
Arrivare a Bussana Vecchia con i mezzi pubblici è invece decisamente più complicato. Il borgo non dispone né di una stazione ferroviaria né di collegamenti diretti con autobus di linea. Occorre raggiungere Sanremo in treno o in autobus, proseguire fino a Bussana Nuova e da lì prendere un taxi oppure affrontare l’ultimo tratto a piedi.
Dove mangiare a Bussana Vecchia
La mia scelta è caduta sul ristorantino “ La piazzetta Golosa” in cui a prezzi davvero modici abbiamo mangiato dei gustosissimi garganelli al gorgonzola e speck e una prelibata torta fatta in casa alla pera e cioccolato.

La piazzetta golosa
Quanto tempo serve per visitare Bussana Vecchia?
Bussana Vecchia è uno di quei luoghi che vanno visitati senza fretta. Il borgo è piccolo e, a voler essere pragmatici, un paio d’ore sono sufficienti per percorrerne le vie principali. Tuttavia, limitarsi a una visita frettolosa significherebbe perdere gran parte del suo fascino.
Qui il piacere sta proprio nel vagabondare senza una meta precisa, lasciandosi attirare da una bottega d’artista, da un giardino nascosto fra i ruderi o da una terrazza affacciata sulle colline dell’entroterra ligure. Se poi decidete di fermarvi a pranzo in una delle trattorie del borgo o di visitare qualche laboratorio artigianale, una mezza giornata non vi sembrerà affatto di troppo.
In fondo, Bussana Vecchia non è un luogo da “spuntare” su una lista di cose da vedere, ma un borgo da assaporare lentamente.
Passeggiare tra i vicoli di Bussana Vecchia significa attraversare oltre un secolo di storia, dalle macerie del terremoto del 1887 alla rinascita artistica che ha trasformato un borgo abbandonato in uno dei luoghi più originali della Liguria.
Oltre il confine
Bussana Vecchia si trova a pochi chilometri dalla frontiera francese, in un tratto di Liguria in cui il paesaggio sembra già scivolare lentamente verso la Costa Azzurra.
Se dopo la visita vi viene voglia di proseguire il viaggio, Eze con il suo sentiero di Nietzsche è una delle tappe più suggestive dell’entroterra francese, sospesa tra mare e roccia.
Oppure si può restare in riva al mare e dedicare qualche ora a Nizza, magari partendo dalla collina del castello, da cui si apre una delle viste più ampie sulla Baie des Anges
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Questo articolo è stato scritto nel 2019 ed è stato aggiornato al maggio 2026.


10 Responses
Che bello vedere rinascere un borgo che era rimasto abbandonato a causa di una tragedia, e chissà quanti atri sarebbero da far rivivere. Non lo conoscevo, ma merita sicuramente una visita.
Sono capitata per caso in questo articolo e voglio dirti grazie.
Grazie per aver raccontato un borgo così bello, così affascinante e così poco conosciuto!
Sto portando avanti un progetto proprio per dar valore a questi borghi del mio ponente ligure!
Quando leggo di Bussana Vecchia, mi scappa sempre un sorriso! Un borgo così bello, suggestivo e colorato. Sicuramente uno dei più belli della mia Liguria!
Avevo letto tempo fa qualcosa su questo borgo e la sua storia mi aveva davvero affascinata. Ora che ho letto anche il tuo articolo con le tante fotografie, avrei proprio voglia di andare a visitarlo!
A Bussana Vecchia ci sono stata ormai parecchi anni fa ma ricordo come mi avesse particolarmente colpito proprio per la sua capacità di rinascere grazie agli artisti. Leggendo il tuo articolo mi è venuta voglia di tornare.
Anch’io avevo già sentito parlare di Bussana Vecchia, ma non mi è mai parso particolarmente interessante… adesso, invece, leggendo questa storia, mi è venuto voglia di visitarlo 🙂 Grazie Veronica!
Davvero un luogo suggestivo! Dobbiamo segnarlo per andarlo a visitare!
Ne vale davvero la pena! È così particolare e unico nel suo genere.
Ne avevo sentito parlare, ma non avevo ben chiaro di cosa si trattasse. Dopo aver letto questo post mi è venuta voglia di visitarlo. Grazie della suggestione.
Non conoscevo questo borgo… sono sempre alla ricerca di realtà poco conosciute che hanno un lato artistico e questa è davvero interessante… Ti ringrazio per avermela fatta scoprire!