La spiaggia di Porquerolles

Per trovare spiagge di sabbia chiara, pinete che arrivano quasi al mare e fondali popolati di pesci non è necessario partire per un’isola sperduta dall’altra parte del mondo. Basta raggiungere la costa del Var e prendere un traghetto.
Porquerolles e Port-Cros, due delle Îles d’Hyères, sono a pochi chilometri l’una dall’altra e fanno parte dello stesso parco nazionale. Eppure si assomigliano molto meno di quanto si potrebbe pensare.

Porquerolles e Port Cros

Paradiso mediterraneo.

Porquerolles è l’isola delle biciclette, delle spiagge e delle strade che attraversano vigneti e macchia mediterranea. Port-Cros è più piccola, più boscosa e decisamente meno addomesticata: qui ci si muove soltanto a piedi, lungo sentieri che salgono nell’interno o conducono verso calette e fondali protetti.
Le ho visitate entrambe e non saprei dire quale preferisco. Posso però dirvi quale scegliere in base a quello che cercate, cosa vale davvero la pena vedere e cosa conviene sapere prima di salire sul traghetto.

 Informazioni pratiche – Porquerolles & Port-Cros

 Dove si trovano
Le isole di Porquerolles e Port-Cros fanno parte dell’arcipelago delle Îles d’Hyères, al largo della costa tra Hyères e Le Lavandou (Costa Azzurra).

 Come arrivare
Le isole sono accessibili esclusivamente via mare:

  • Da La Tour Fondue (Giens – Hyères): navette per Porquerolles tutto l’anno con TLV/TVM
  • Da Le Lavandou: collegamenti stagionali per Porquerolles e Port-Cros

Prenotazioni e orari:
TLV/TVM – collegamenti Hyères e Porquerolles
Navette da Le Lavandou

Porquerolles

Sette chilometri di lunghezza, tre di larghezza: sulla carta Porquerolles sembra piccola. Una volta sbarcati, però, ci si accorge presto che per conoscerla non basta fermarsi al villaggio e raggiungere la prima spiaggia.
Alle spalle del porto, Porquerolles è un susseguirsi di pinete, macchia mediterranea, vigneti e sentieri, mentre la costa passa dalle spiagge sabbiose del nord alle falesie del versante meridionale. Il modo migliore per esplorarla, soprattutto se avete una sola giornata, è la bicicletta.
Il paesaggio che vediamo oggi deve qualcosa anche a François-Joseph Fournier, uomo d’affari che aveva fatto fortuna in Messico e che acquistò Porquerolles nel 1911 come regalo di nozze per la moglie Sylvia. Sull’isola sviluppò l’agricoltura, piantò vigneti e organizzò una vasta azienda agricola.
Nel 1971 lo Stato francese acquistò gran parte dell’isola; Porquerolles è oggi compresa nel Parco nazionale di Port-Cros, insieme a Port-Cros e a una vasta area marina protetta.

Corre voce che, nei secoli passati, l’isola fosse stata un covo di pirati e che, come vuole il copione, celi ancora mirabolanti ricchezze.  Ma se di dobloni d’oro e di pietre preziose non vi è mai stata trovata alcuna traccia, a Porquerolles i tesori ci sono, eccome ; ma sono di ben altra natura!

Rochers des Mèdes sulla punta nord-orientale di Porquerolles

Rochers des Mèdes a Porquerolles

Cosa vedere a Porquerolles

Il Fort Sainte-Agathe

Dal villaggio bastano pochi minuti di salita per raggiungere il Fort Sainte-Agathe, che domina il porto e buona parte dell’isola. La posizione spiega meglio di qualsiasi trattato di strategia militare la scelta del luogo: dalla torre lo sguardo abbraccia la rada di Hyères, il villaggio e il tratto di mare che separa Porquerolles dalla costa.
Nel 1531 Francesco I ordinò di rafforzare le fortificazioni esistenti e di stabilire una guarnigione sull’isola, continuamente esposta alle incursioni provenienti dal mare.
Vale la pena salire soprattutto per la terrazza superiore. Da quassù la geografia di Porquerolles diventa leggibile: il porto, la pianura, i rilievi dell’interno e, tutt’intorno, il mare.

Escursionista a Cap des Mèdes a Porquerolles

La Costa frastagliata di Porquerolles

Il Moulin du Bonheur

A circa 200 metri dal forte si incontra il Moulin du Bonheur. Ha tutta l’aria di essere un vecchio mulino provenzale sopravvissuto eroicamente ai secoli. Non è proprio così.
Del mulino originario, abbandonato da oltre duecento anni, rimaneva la torre in rovina. Quello che vediamo oggi è una ricostruzione, terminata nel 2007 secondo il modello tradizionale dei mulini a vento provenzali.
La precisazione toglie forse qualcosa alla leggenda, ma nulla al paesaggio. E Porquerolles, fortunatamente, dispone già di abbastanza storia da non aver bisogno di farsene prestare dell’altra.

Le spiagge di Porquerolles: quale scegliere?

Le spiagge più conosciute di Porquerolles si trovano lungo la costa settentrionale, ma non sono tutte uguali. La scelta dipende soprattutto da quanto avete voglia di allontanarvi dal villaggio — e, dettaglio non trascurabile, da quanto siete disposti a pedalare quando arriverà il momento di tornare all’imbarcadero.

La Courtade: la più facile da raggiungere

A circa 800 metri dal villaggio, La Courtade è la soluzione più semplice se avete poco tempo, siete a piedi o non avete alcuna intenzione di trasformare una giornata al mare in una tappa del Tour de France.
È una lunga spiaggia sabbiosa, con pini ed eucalipti alle spalle, raggiungibile in una quindicina di minuti a piedi. Proprio perché è la più vicina al porto, è anche una delle più frequentate. Un’altra cosa da sapere: è piuttosto esposta al mistral. Io la ricordo soprattutto per l’acqua limpida, che sul fondale sabbioso prende sfumature molto chiare.

Plage d’Argent: la più comoda

La Plage d’Argent si trova a 1,8 km dal villaggio: circa 35 minuti a piedi o una dozzina in bicicletta.
Sabbia chiara, acqua poco profonda e una pineta alle spalle ne fanno una delle spiagge più accessibili dell’isola. È inoltre ben riparata dal mistral e dispone di servizi, compreso un posto di soccorso durante la stagione estiva.
Il risultato è facilmente prevedibile: piace a moltissime persone. In luglio e agosto, purtroppo, tendono a presentarsi tutte insieme.

Plage de Notre-Dame: la più scenografica

Notre-Dame è la più lontana delle tre spiagge: si trova a 3,2 km dal villaggio, circa un’ora a piedi o una ventina di minuti in bicicletta. La distanza scoraggia almeno una parte dei visitatori e, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, la differenza rispetto alla Courtade e alla Plage d’Argent si nota.
La spiaggia è fiancheggiata da pini e lecci e la forma della baia la protegge in parte dal vento. L’acqua è bassa vicino alla riva e il fondale sabbioso rende facile entrare in mare.
Se avete noleggiato una bicicletta e avete a disposizione l’intera giornata, io arriverei fin qui. Non perché Notre-Dame sia stata proclamata «la spiaggia più bella d’Europa» da questa o quella classifica, ma perché mi piace anche la strada per raggiungerla. Si attraversa una parte dell’isola che difficilmente si vedrebbe fermandosi alle spiagge più vicine al villaggio.

Le più belle spiagge di Porquerolles

Il mare, la spiaggia e il canto delle cicale

Porquerolles in bici

La bicicletta è probabilmente il modo migliore per capire com’è fatta Porquerolles.
Dal villaggio partono piste che attraversano pinete e vigneti, raggiungono le spiagge della costa settentrionale e poi salgono verso un interno decisamente meno balneare. Non aspettatevi, però, una placida pista ciclabile sul lungomare: Porquerolles ha salite, discese e sterrati. E qualche tratto mi ha fatto scoprire muscoli di cui, fino a quel momento, ignoravo serenamente l’esistenza.
Il Circuit du Levant, verso est, è uno degli itinerari più interessanti. È un anello di circa 13 km che passa dalla Courtade, dal Fort de l’Alycastre e da Notre-Dame, attraversa la pianura coltivata e permette di raggiungere l’Anse de la Galère, il Fort de la Repentance e la calanque de l’Oustau de Dieu. Il Parco lo classifica di difficoltà intermedia.
Verso ovest c’è invece il Circuit du Couchant, più facile: circa 11 km fino alla penisola del Langoustier, tra vigneti, macchia mediterranea, boschi di lecci e tratti di costa rocciosa, molto diversi dalle spiagge sabbiose del nord.
Se avete poco tempo, c’è anche il Circuit du Midi, un breve itinerario ad anello nella parte centrale dell’isola. Attraversa vigneti e terreni coltivati e permette di conoscere la Porquerolles agricola, meno evidente quando ci si limita alla costa. Il paesaggio dell’isola, infatti, deve molto anche a secoli di coltivazioni e alla presenza dell’uomo.

Prima di partire in bicicletta

Una precisazione poco poetica ma utile: non si può pedalare ovunque.
Nel cuore del Parco nazionale bisogna rimanere sulle piste autorizzate; è vietato circolare sulle spiagge e sui sentieri interdetti alle biciclette, i pedoni hanno la precedenza e la velocità massima è di 20 km/h. Dal 1° luglio al 31 agosto, inoltre, le biciclette che circolano nel cuore del Parco devono avere l’apposito contrassegno: se noleggiate la bici sull’isola, viene fornito dal noleggiatore.
E portate abbastanza acqua. Fuori dal villaggio non ci sono fontanelle.

Port Cros: qui si va a piedi

Lo si capisce abbastanza in fretta, appena sbarcati: Port-Cros non è Porquerolles in formato ridotto.
Non ci sono biciclette da noleggiare e nemmeno automobili. Dal piccolo porto si parte a piedi, scegliendo uno dei sentieri che salgono nell’interno oppure seguono la costa. L’isola misura appena sette chilometri quadrati, ma il rilievo e la vegetazione riescono a farla sembrare assai più grande.
E poi c’è il mare. Basta entrare in acqua con maschera e boccaglio per capire che una parte considerevole di Port-Cros continua sotto la superficie: pesci, praterie di posidonia e fondali rocciosi fanno parte del paesaggio quanto i boschi e le falesie. Non è un dettaglio secondario, perché Port-Cros è anche il luogo da cui comincia la storia dell’omonimo Parco nazionale, creato nel 1963, e qui la protezione riguarda contemporaneamente la terra e il mare.

spiaggia della Palud a Port Cros

la spiaggia de la Palud vista dall’alto

È proprio questa continuità a rendere l’isola particolare. Non parlerei di natura “incontaminata” — espressione piuttosto curiosa per un territorio abitato, fortificato e frequentato dall’uomo da secoli — ma di un ambiente sottoposto da più di sessant’anni a regole di protezione particolarmente severe. La differenza può sembrare sottile; ecologicamente, non lo è affatto.

Alcune di queste regole il visitatore le incontra molto presto. Non si campeggia, non si accendono fuochi, non si fuma, non si raccolgono piante e i cani non sono ammessi sui sentieri, neppure al guinzaglio.

Non è il Parco che ha deciso di guastare le vacanze al vostro labrador: su un’isola così piccola, anche un cane al guinzaglio può disturbare gli animali selvatici, soprattutto nei periodi di nidificazione e riproduzione.

La Palud e il sentiero subacqueo

Da Port-Cros si può imboccare il sentiero che conduce alla plage de la Palud, sulla costa settentrionale. Sono circa 45 minuti a piedi, tra bosco e macchia mediterranea, con qualche tratto in salita che fa capire abbastanza in fretta perché sull’isola nessuno abbia mai reclamato a gran voce le biciclette.
La spiaggia in sé non è il motivo principale per venire fin qui. Bisogna mettere la testa sott’acqua.
Davanti alla Palud si trova infatti un sentiero sottomarino che permette di osservare alcuni degli ambienti marini più caratteristici del Mediterraneo. Il percorso, segnalato da boe, si effettua con maschera e boccaglio e attraversa fondali diversi.

Panorama Port Cros

È il momento di indossare la maschera e andare a stringere durature amicizie con pesci, molluschi e crostacei. Potreste incontrare saraghi, donzelle, castagnole, stelle marine e, con un po’ di fortuna, qualche cernia. Durante la mia visita ho rischiato più volte di estendere la cerchia delle conoscenze anche alle meduse. È un rischio calcolato quando si nuota nel Mediterraneo; alla fine, fortunatamente, sono state loro a scansare me, dimostrando un encomiabile rispetto delle distanze.

plage de la Palud située sur l'île de Port-Cros,
Tra le cose da osservare con maggiore attenzione c’è la posidonia. Non è un’alga, anche se ha trascorso buona parte della propria esistenza a essere chiamata così dai bagnanti, ma una pianta a fiore endemica del Mediterraneo. Le sue praterie costituiscono uno degli habitat più importanti del nostro mare: producono ossigeno, offrono rifugio e nursery a numerose specie e contribuiscono a proteggere le coste dall’erosione.
Se sulla spiaggia vedete accumuli di foglie marroni, quindi, non siete davanti a una spiaggia “sporca”. Sono  banquette di posidonia : frenano le onde, trattengono i sedimenti e proteggono la spiaggia dall’erosione. Non sono molto decorative, ma non è quello il loro mestiere.

Port-Cros a piedi: sentieri, forti e macchia mediterranea

Port Cros il sentiero subacqueo

Il sentiero subacqueo

Salutati pesci, molluschi e altre amicizie marine, si torna all’asciutto. Port-Cros ha circa 30 chilometri di sentieri: niente male per un’isola di appena sette chilometri quadrati.
Dal porto si arriva in pochi minuti al Fort du Moulin, sul promontorio che chiude la baia. Il luogo era fortificato già nel Medioevo, anche se il forte che vediamo oggi è il risultato di numerosi interventi successivi. Più in alto si trova il Fort de l’Estissac, costruito nel XVII secolo e più volte rimaneggiato. Vale la pena salire fin quassù anche per la vista sulla costa e sull’isola.

Fort de l'Estissac, un ancien ouvrage militaire du XVIIe siècle perché au sommet de l'île de Port-Cros

È anche un buon punto per rendersi conto di quanto Port-Cros sia diversa da Porquerolles. Qui le pianure coltivate lasciano il posto al bosco e alla macchia mediterranea: lecci, pini d’Aleppo, corbezzoli, lentischi, mirto ed erica arborea. A tratti la vegetazione è così fitta che il mare, pur essendo a poche centinaia di metri, scompare completamente.
Da queste parti passa anche il Sentier des plantes, dedicato alla vegetazione dell’isola. Lungo il percorso, alcune targhette numerate vi aiuteranno a dare finalmente un nome a ciò che, fino a cinque minuti prima, avreste probabilmente definito, con notevole precisione scientifica, «un cespuglio».
Alla prossima passeggiata nella macchia mediterranea potrete così stupire gli amici con le vostre conoscenze di botanica. Scoprirete tutti i segreti dell’artemisia, una pianta medicinale utilizzata fin dall’antichità dai Mori, imparerete a fare la differenza fra aloe e agave e fra mirto e lentischio.

 Port Cros escursionismo

Seguendo il tracciato del sentiero

Quale sentiero scegliere?

Se avete una sola giornata, non cercherei di percorrere Port-Cros da un capo all’altro. Le distanze sulla carta sembrano minime; il dislivello, il caldo e i sentieri sassosi provvedono poi a ristabilire un rapporto più realistico con la geografia.
Una buona combinazione è porto – Fort de l’Estissac – plage de la Palud – porto: permette di unire storia, paesaggio e sentiero sottomarino senza passare l’intera giornata a controllare nervosamente l’orario dell’ultimo traghetto.
Chi preferisce camminare può invece spingersi verso Port-Man, sul versante orientale. È una delle escursioni classiche dell’isola e richiede più tempo: Port-Cros premia volentieri chi cammina, ma non ha mai promesso di riportarlo rapidamente all’imbarcadero.

Qualunque itinerario scegliate, partite attrezzati. I sentieri sono spesso sassosi e irregolari, quindi sono consigliabili buone scarpe da ginnastica o, meglio ancora, da trekking.
C’è poi una cosa da non dimenticare: fuori dal villaggio non ci sono fontanelle. Portate quindi acqua in quantità sufficiente, soprattutto in estate.

Porquerolles o Port-Cros: quale scegliere?

Se siete arrivati fin qui sperando che vi dica finalmente quale delle due isole sia più bella, temo di non esservi stata di grande aiuto. Io non sceglierei tra Porquerolles e Port-Cros in base alla bellezza, ma in base a quello che avete voglia di fare.

Scegliete Porquerolles se…

Volete alternare bicicletta, spiagge e qualche visita, fermarvi per un bagno quando ne avete voglia e attraversare paesaggi molto diversi nell’arco della stessa giornata.
Porquerolles è anche la scelta più semplice per chi non vuole camminare per ore. Le spiagge della Courtade e d’Argent sono relativamente vicine al villaggio e, con una bicicletta, buona parte dell’isola diventa accessibile in giornata.
Basta allontanarsi dalle spiagge più frequentate per trovare vigneti, fortificazioni, macchia mediterranea e una costa meridionale rocciosa che assomiglia ben poco alle immagini con cui Porquerolles viene abitualmente pubblicizzata.

Spiaggia a Porquerolles

Scegliete Port-Cros se…

Vi piace camminare, osservare la natura e fare snorkelling.
Port-Cros si visita soprattutto a piedi. Non ci sono biciclette, i sentieri salgono e scendono e per raggiungere alcuni dei luoghi più interessanti bisogna camminare. È anche l’isola in cui si percepisce meglio la continuità tra terra e mare che caratterizza il Parco nazionale: la protezione non si ferma sulla costa, ma prosegue sott’acqua.
Se lo snorkeling è una delle ragioni del viaggio, sceglierei Port-Cros senza molte esitazioni. Il sentiero sottomarino della Palud fa la differenza: mentre nuotate, le indicazioni lungo il percorso vi aiutano a riconoscere gli ambienti e le specie che avete sotto gli occhi
E naturalmente rimane la possibilità di stringere durature amicizie con la fauna locale, sempre che le cernie manifestino un interesse reciproco.

Escursionista davanti l'îlot de Rascas a Port Cros

E se avete due giorni?

Problema risolto: Dedicare una giornata a ciascuna isola.

Eviterei invece di cercare di visitare Porquerolles e Port-Cros nello stesso giorno. Tecnicamente si possono combinare battelli e coincidenze; nella pratica rischiate di passare più tempo a controllare l’orologio che a visitare le isole.

Rischio incendi: controllate l’accesso ai sentieri

In estate l’accesso ai sentieri di Porquerolles e Port-Cros può essere limitato a causa del rischio di incendio. Nelle giornate più critiche alcuni percorsi vengono chiusi. A Port-Cros, in caso di rischio molto elevato, rimane accessibile soltanto l’itinerario verso la plage du Sud; con rischio estremo, invece, vengono chiusi tutti i sentieri. A Porquerolles possono rimanere aperti soltanto alcuni percorsi che conducono alle spiagge.

Prima di imbarcarvi, quindi, controllate la carta del rischio incendi, aggiornata ogni giorno per la giornata successiva. Caldo, siccità e vento possono far cambiare la situazione rapidamente, quindi non date per scontato che il percorso che avete scelto sia accessibile.

Una regola, invece, vale sempre: sulle isole è vietato fumare, anche sulle spiagge e lungo i sentieri.

FAQ: organizzare una giornata a Porquerolles e Port-Cros

Da dove partono i traghetti per Porquerolles e Port-Cros?

Per Porquerolles, l’imbarco principale è alla Tour Fondue, all’estremità della penisola di Giens. Per Port-Cros, invece, le navette TLV-TVM partono dal Port Saint-Pierre di Hyères.

In estate esistono anche collegamenti stagionali da altri porti della costa del Var: se soggiornate lontano da Hyères, controllate le alternative prima di mettervi in macchina.

Bisogna prenotare il traghetto per Porquerolles?

In estate sì, ed è meglio farlo in anticipo. L’afflusso verso Porquerolles viene regolato per limitare il sovraffollamento e i posti sui battelli possono esaurirsi nelle giornate più richieste.

Dove si parcheggia per andare a Porquerolles?

Alla Tour Fondue ci sono parcheggi a pagamento, molto frequentati in piena estate. In alternativa, potete lasciare l’auto a Hyères e raggiungere l’imbarco con i mezzi pubblici: la linea 67 del Réseau Mistral serve la penisola di Giens e la Tour Fondue.

Quanto tempo serve per visitare Porquerolles e Port-Cros?

Una giornata per ciascuna isola. Se avete un solo giorno, sceglietene una; cercare di visitarle entrambe significa passare troppo tempo tra battelli, coincidenze e orari.

Porquerolles o Port-Cros: quale scegliere?

Porquerolles per spiagge, bicicletta e una maggiore varietà di paesaggi. Port-Cros per sentieri, snorkeling e un’immersione più completa nell’ambiente protetto del Parco nazionale.

Si può visitare Porquerolles senza bicicletta?

Sì. La Courtade dista circa 800 metri dal villaggio e si raggiunge a piedi in 15-20 minuti; la Plage d’Argent è a 1,8 km.

La bicicletta diventa particolarmente utile per raggiungere Notre-Dame, il Langoustier ed esplorare l’interno dell’isola. Non è indispensabile, ma permette di vedere molto di più in una giornata.

Si può andare in bicicletta a Port-Cros?

No. Sui sentieri di Port-Cros le biciclette sono vietate e l’isola si visita a piedi.

Ci sono bar e ristoranti sulle isole?

Sì. Porquerolles ha una scelta maggiore di bar, ristoranti e negozi; alla Plage d’Argent si trova anche un bar-ristorante stagionale.

A Port-Cros i servizi si concentrano nella zona del porto. Una volta imboccati i sentieri, non contate di incontrare un chiosco provvidenziale dietro la curva: portate acqua e qualcosa da mangiare.

Ci sono servizi igienici e servizi sulle spiagge?

A Porquerolles ci sono WC pubblici nel villaggio, alla Courtade e alla Plage d’Argent. Quest’ultima dispone anche di bar-ristorante, servizi accessibili alle persone con disabilità e posto di soccorso durante la stagione estiva.

A Port-Cros ci sono servizi igienici nella zona del porto.

Dove si può riempire la borraccia?

Fuori dai villaggi non fate affidamento sulla presenza di acqua potabile.

Soprattutto in estate, portate acqua sufficiente per l’intera escursione.

Ci sono meduse a Porquerolles e Port-Cros?

Possono esserci. Nelle acque del Parco è presente anche la Pelagia noctiluca, una medusa violacea dalla puntura urticante, e la presenza di meduse è possibile anche alla Palud.

Non esiste un periodo dell’estate in cui si possa garantire che non ce ne siano: vento e correnti possono cambiare rapidamente la situazione. Per sapere se sono stati segnalati avvistamenti recenti, potete consultare Méduseo prima della visita.

Si possono visitare Porquerolles e Port-Cros con un passeggino?

Porquerolles, in parte. Port-Cros, molto meno.

Il villaggio di Porquerolles e alcuni percorsi relativamente facili possono essere affrontati con un passeggino robusto, ma molte piste sono sterrate.

Port-Cros si visita soprattutto su sentieri naturali, con terreno irregolare e dislivelli. Per esplorare l’isola con un bambino molto piccolo, un marsupio porta-bebè è decisamente più adatto.

Si possono portare i cani?

A Porquerolles i cani possono percorrere i sentieri solo se tenuti al guinzaglio, ma non sono ammessi sulle spiagge.

A Port-Cros sono vietati fuori dal villaggio; al guinzaglio sono ammessi soltanto nella zona compresa tra il Fort du Moulin e la statua di Saint-Joseph.

Si può fare picnic?

Sì, ma dovete portare via tutti i rifiuti. Niente fuochi o barbecue e niente raccolta di piante, fiori o altri elementi naturali nel cuore del Parco.

A Port-Cros, se intendete camminare, uno zaino è decisamente più pratico di una borsa da spiaggia.

I sentieri sono sempre aperti in estate?

No. Da giugno a settembre l’accesso può essere limitato o vietato in funzione del rischio di incendio.

A Porquerolles, nelle giornate di rischio molto elevato, la circolazione può essere limitata ai percorsi di accesso alle spiagge. A Port-Cros le restrizioni possono essere ancora più severe e, in caso di rischio estremo, i sentieri possono essere chiusi.

Controllate sempre la situazione prima di partire. Il divieto di fumare nelle aree protette e sulle spiagge durante il periodo a rischio va preso altrettanto sul serio.

Qual è il periodo migliore per visitare Porquerolles e Port-Cros?

Se potete scegliere, maggio, giugno e settembre permettono generalmente di godersi meglio le isole.

Luglio e agosto offrono più collegamenti e tutti i servizi stagionali, ma significano anche maggiore affluenza, caldo e rischio incendi.

Cosa portare per una giornata sulle isole?

Acqua, protezione solare, cappello, scarpe adatte e costume. Per Port-Cros maschera e boccaglio per il sentiero sottomarino della Palud.

 Idee per continuare il viaggio in Provenza

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Articolo aggiornato ad agosto 2026

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8 Responses

  1. Ciao Rosy. L’accesso alle spiagge di Porquerolles e Port Cros non è consentito ai cani (fatta eccezione per i cani-guida). In compenso puoi portarli sull’isola e sui sentieri a condizione che siano tenuti al guinzaglio.

  2. Buongiorno chiedo gentilmente un’informazione visto che ci sei stata… Hai visto se in spiaggia erano presenti cagnolini di minuscole dimensioni ? Vorrei tanto andarci ma temo che per noi la spiaggia non sia accessibile con la pelosetta . Grazie mille !

  3. Ho adorato Porquerolles dalla prima pedalata. Ci sono poi tornata in barca, per vedermi le calette nascoste e irraggiungibili da terra. Mi ricorda molto alcune isole dei Caraibi, se non fosse per la temperatura del Mare. È comunque un buon compromesso…

  4. E’ da tanto che ho queste due isole nella lista delle cose da vedere, ma ancora non sono riuscita ad andarci. Mio marito, che ci è stato, mi dice che sono bellissime, spero di riuscire a visitarle prima possibile!

  5. E’ una vita che mi riprometto di andarci, complice anche il fatto che mio marito è velista e vorrebbe andarci in barca. Io sono decisamente più da spiaggia e le tue foto mi confermano che sicuramente non rimarrei delusa!

  6. Non avrei immaginato di trovare acque così limpide a qualche ora da Torino.
    Il soggiorno ad Hyeres e una giornata a Porquerolles ci hanno fatto trascorrere una abbronzanti settimana al mare.
    Grazie dei preziosi consigli (come portarsi dietro l’acqua!) di Veronica si può sempre viaggiare al meglio

  7. Sì, dal Piemonte sono destinazioni molto facili da raggiungere, anche per un lungo week-end.

  8. Porquerolles la conoscevo di nome, ma Port Cros non l’avevo mai sentita nominare. Entrambe sono davvero belle, con dei paesaggi che non ti aspetti. Sembrano immagini che associo con la Corsica o con la Croazia. Mi hai dato un ottimo spunto per un weekend perché abito in Piemonte quindi da casa sono destinazioni facili da raggiungere.

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