La Sacra di San Michele

L’abbazia della Sacra di San Michele è uno dei luoghi più suggestivi e misteriosi del Piemonte del quale è divenuta monumento simbolo.

 Ogni volta che percorro la statale 24 in direzione della Francia, il mio sguardo viene immancabilmente  rapito verso l’alto da quell’ imponente edificio di pietra grigia che si erge a 962 metri  s.l.m in posizione dominante sulla vetta del monte Pirchiriano, quasi come volesse esserne il prolungamento: la Sacra di San Michele.

La Sacra di San Michele

La Sacra di San Michele dal sepolcro dei monaci

 

Senza ombra di dubbio la Sacra di San Michele, situata all’imbocco della Valle di Susa,  ha un non so che di magnetico e misterioso, al punto da aver ispirato persino Umberto Eco per la stesura del romanzo Il nome della rosa. 

Il complesso della Sacra di San Michele

Origini dell’abbazia

L’abbazia venne edificata fra il 983 e il 987 sul monte Pirchiriano sopra tre cappelle preesistenti dedicate al culto di San Michele Arcangelo. L’edificio subì numerosi interventi e ampliamenti nel corso della storia ed è chiaramente frutto della fusione tra elementi romanici e gotici.

Raggiunse il massimo splendore intorno al XII secolo quando divenne un luogo di ospitalità per i pellegrini che percorrevano la via Francigena e un punto di riferimento culturale e di scambio  per i  nobili  ed eruditi di tutto il vecchio continente.

Dopo un periodo di decadenza che si protrasse per due secoli (dal 1622 al 1836), la Sacra ritrovò il suo splendore originario sotto la tutela della congregazione dei padri Rosminiani. Dal 1994 la Sacra di San Michele viene riconosciuta come il monumento simbolo del Piemonte.

 

Come arrivare alla Sacra di San Michele

La Sacra di San Michele si trova all’imbocco della Val di Susa, a circa 40 chilometri da Torino e può essere tranquillamente raggiunta in auto, in bicicletta o a piedi. Per i più sportivi esiste anche una via ferrata della Sacra. 

  • In auto

Da Torino: autostrada A32 Torino-Bardonecchia direzione Frejus; uscita Avigliana Centro.

Alla rotonda, seguire le indicazioni per Giaveno – Sacra di San Michele fino a raggiungere il Piazzale Croce Nera dove si può parcheggiare (tariffa auto: € 1.50/h). Proseguire a piedi per circa 800 mt fino all’ingresso del complesso.

 

  • A piedi (da Chiusa di San Michele o Sant’Ambrogio)

Le due località possono essere facilmente raggiunte anche in treno e i sentieri che portano alla Sacra sono alla portata di chiunque abbia dimestichezza con la marcia in montagna. Consiglio di indossare scarponcini chiusi o scarpe da ginnastica e di evitare sandali o infradito.

 

Un’idea: anello della Sacra da Chiusa San Michele  a Sant’Ambrogio a piedi 

Quest’anello si snoda all’interno di magnifici boschi e permette di scoprire la rigogliosa natura della Valle di Susa percorrendo antiche mulattiere e sentieri millenari sulle tracce della civiltà contadina valligiana. E poi, volete mettere la soddisfazione di ascendere alla Sacra di San Michele a piedi?

Ecco il percorso:

Partendo da Chiusa San Michele (raggiungibile in auto o in treno), dirigetevi verso la parrocchia di San Pietro Apostolo dietro alla quale inizia la via selciata per la Sacra.

Punto di partenza mulattiera per la Sacra di San Michele

Il sentiero parte da qui

 

È un’antica mulattiera (segnavia 503) che si addentra in un magnifico bosco di castagni e faggi popolato da simpatici benché timidi scoiattoli e agili cerbiatti. In breve si giunge al ripiano di Prà Paschet segnato da un pilone votivo. Si prosegue quindi fino al bivio Croce Rossa dove si prende il tracciato a sinistra e in pochi minuti di salita si sbuca infine sul piazzale Croce Nera.

Il tempo di salita (pausa foto inclusa) è di circa due ore.

Una volta terminata la visita della Sacra di San Michele, prendete il sentiero 502  che scende verso Sant’Ambrogio. Il percorso, scandito dalle stazioni della Via Crucis, attraversa la Borgata San Pietro e offre magnifici scorci panoramici sulla valle e la pianura torinese .

Il tempo di discesa è di circa un’ora e mezzo.

Le leggende della Sacra

In Piemonte in generale e più nello specifico in Val di Susa, una terra di alte montagne e impenetrabili foreste, vi sono luoghi carichi di mistero che hanno saputo  scatenare fin dalla notte dei tempi l’immaginario collettivo e dar vita a un’infinità di leggende popolate di esseri soprannaturali. 

Quelle che ruotano intorno alla Sacra di San Michele e alla sua costruzione ne sono un esempio.

Leggenda della fondazione 

 Si narra che Giovanni Vincenzo, vescovo di Ravenna, volendo diventare eremita, rinunciò all’episcopato e decise di far costruire un’abbazia all’imbocco della Val di Susa e più precisamente su quel monte abitato dalle capre che si chiamava appunto Caprasio, sulla sponda orografica sinistra della Dora.

 

Il monte Caprasio e la torre della bell'Alda visti dalla Sacra di San Michele

Il monte Caprasio e la torre della bell’Alda visti dalla Sacra di San Michele

 

Benché i lavori procedessero spediti e i muratori lavorassero alacremente dall’alba al tramonto, ogni mattina tutto ciò che era stato edificato il giorno prima scompariva misteriosamente. Com’era possibile?

Il sant’uomo si insospettì e volle vederci più chiaro, sicché decise di restare sveglio per tutta la notte. Quale non fu la sua sorpresa nello scoprire che i responsabili del furto  erano nientemeno che una schiera di angeli.  E non era finita lì! Gli angeli portavano gli strumenti e il materiale da costruzione sulla montagna di fronte, il monte Pirchiriano, che quella notte pare fosse avvolto da una nube di fuoco.

Per Giovanni Vincenzo non c’erano più dubbi: si trattava di un chiaro segno divino. La chiesa andava costruita proprio in quel punto!   Al tempo il monte Pirchiriano pare si chiamasse Porcariano, ovvero il monte dei porci, ma da allora fu chiamato Pirchiriano, ovvero “monte del fuoco del Signore” (dal greco Pyros Kyrios).

 

La Via Michelita, ovvero “la linea di San Michele”.

Si tratta di una linea retta lunga 2000 chilometri che unisce sette monasteri legati al culto dell’arcangelo Michele e che, partendo dall’Irlanda, tocca rispettivamente la Cornovaglia, la Francia, il Piemonte, la Puglia e la Grecia per terminare  a Gerusalemme. 

La via Michelita

La via Michelita

 

L’esistenza di questa linea è già curiosa di per sé, ma lo è ancor più la leggenda della sua creazione. Per l’iconografia cristiana, infatti,  l’arcangelo Michele è il comandante della milizia celeste contro gli angeli ribelli e si narra che fu proprio un fendente della sua spada a lasciare impresso sulla Terra questo solco.

La leggenda della bell’Alda

Nei tempi antichi la Val di Susa era sovente percorsa da truppe di mercenari e soldati di ventura i quali, durante le loro scorribande, non avevano remore a saccheggiare borghi e villaggi e a molestare le giovinette.  Fu proprio durante una di queste incursioni che una giovane donna di rara bellezza, chiamata per l’appunto la bell’Alda, per sfuggire alla masnada,  si gettò nel precipizio dalla torre più alta del monte Pirchiriano.

Gli angeli però, ebbero pietà della poveretta ed accorsero in suo aiuto, sorreggendola e adagiandola a valle. La ragazza, ancora incredula, corse a raccontare a tutti quel che le era successo, ma, come c’era da aspettarsi, nessuno le credette. Allora, un po’ per dimostrare a tutti di non essere una bugiarda, un po’ forse anche per vanità, chiamò a sé tutto il villaggio e dichiarò di voler ripetere l’esperienza. Salì sulla torre, si gettò nel vuoto ma questa volta nessun angelo venne in suo soccorso. E fu così che la sventurata si sfracellò al suolo davanti agli occhi inorriditi degli abitanti del villaggio.

Torre della bell'Alda Sacra di San Michele

La torre della bell’Alda

 

Cosa vedere alla Sacra di San Michele

Ingresso dell’abbazia

Visitare il complesso dell’abbazia della Sacra di San Michele è un po’ come intraprendere un viaggio iniziatico sia fisico che spirituale: si parte dal basso, dal mondo terreno e ci si eleva, non senza difficoltà e ostacoli, verso l’alto, il mondo celeste.

Una volta oltrepassata la Porta di Ferro, l’unica via d’accesso all’edificio, si sale su per una lunga rampa fino ad arrivare al vertiginoso basamento della Sacra, in pietra grigio-verde e alto 26 metri sul quale regge la chiesa. L’altezza complessiva della facciata è quindi di 41 metri.

Ad accoglierci lungo la ripida salita è una gigantesca statua di San Michele. Ciò che più mi ha colpito è la discrepanza di questa rappresentazione dell’arcangelo con quella dell’iconografia classica. La tradizione infatti raffigura il capo delle milizie celesti come un guerriero alato nell’atto di sconfiggere il drago; nella statua dello scultore Paul dë Doss-Moroder, invece la creatura celeste appare del tutto serena, avendo già cacciato il Maligno di cui si intravedono le ali ai piedi della roccia.

Lo scalone dei morti

A mio parere è il luogo più suggestivo della Sacra e la sua conformazione è una vera e propria metafora del viaggio dell’anima dal mondo materiale a quello spirituale.

Varcata la soglia del portale d’ingresso, sorvegliato da due leoni scolpiti sui capitelli laterali, ci ritroviamo improvvisamente in un antro buio, freddo e umido, come se fossimo appena entrati in una grotta.

Lo scalone dei morti sacra di san michele

Lo scalone dei morti

 

Se alziamo lo sguardo verso l’alto non possiamo far a meno di essere colti da una lieve vertigine. Davanti a noi una lunga e ripida scalinata conduce verso un’apertura dalla quale proviene la luce, mentre sulla nostra destra spicca la pietra verdognola e  grezza del monte Pirchiriano, attorno al quale l’edificio fu eretto. Lo scalone dei morti deve il suo nome al fatto che era, fino a tempi piuttosto recenti, il luogo di sepoltura dei monaci dell’abbazia. 

Una volta arrivati in cima varchiamo il Portale dello zodiaco, opera di maestranze locali e dell’architetto e scultore Maestro Nicholaus che esercitò la sua arte nei primi decenni del XII secolo, e ci ritroviamo sul vasto terrazzo su cui si aprono quattro archi rampanti.

archi rampanti della sacra di san michele

Archi rampanti neogotici

Il Portale dello Zodiaco

Tra tutte le opere racchiuse nella Sacra, credo che il Portale dello Zodiaco sia una di quelle di maggior interesse artistico e simbolico. E i simboli da decifrare non mancano sicché è necessario soffermarsi a lungo per meditare di fronte alle opere. È lo stesso maestro Nicholaus ad affermarlo in un’incisione su una delle lesene: “Hoc opus hortatur saepius ut aspiciatur” (Quest’opera va guardata più volte).

Il portale dello zodiaco è costituito da sette archi e sette colonne a destra (a sinistra ce ne sono sei), e non a caso sette è anche il numero dei peccati capitali, delle virtù ma soprattutto il numero dei santuari allineati dedicati a San Michele lungo la Via Michelita . 

Salendo dallo scalone dei morti, sulla lesena di destra sono rappresentati i segni dello zodiaco mentre su quella di sinistra altre sedici costellazioni, dell’emisfero boreale e di quello australe. 

il portale dello zodiaco sacra di san michele

dettagli del portale dello zodiaco

 

Le colonne sono sormontate da capitelli raffiguranti soggetti biblici e altre figure tipiche dell’iconografia medievale dall’alto valore simbolico quali mostri e animali antropomorfi, simboli del peccato.

La Chiesa

Continuiamo la nostra ascesa e saliamo un’imponente scalinata di pietra verde sormontata da quattro archi neogotici ideati a fine Ottocento dall’architetto D’Andrade per consolidare l’edificio e  giungiamo infine alla chiesa. 

Su uno dei battenti della porta di legno, è raffigurata la spada di San Michele attorno alla quale è avvolto il diavolo in forma di serpente. 

La spada di San Michele attorno alla quale è avvolto il diavolo in forma di serpente alla sacra di san michele

Battente della porta

 

Varcata la soglia eccoci nel luogo più solenne dell’abbazia. La chiesa venne costruita in più tempi, in parte  sulla cima del monte Pirchiriano (che affiora in superficie sotto una delle colonne) e in parte sul basamento. Il Coro Vecchio, in fondo alla chiesa, ospita il Trittico di Defendente Ferrari della prima metà del ‘500.

 

La chiesa della Sacra di San Michele

L’interno della chiesa

 

Dalla navata centrale, si scende alle cappelle primitive del Santuario di San Michele (al momento della mia visita non aperte al pubblico) sottostanti la Chiesa. Pare che il primo edificio votato al culto di San Michele fosse stato costruito qui. 

 

affreschi del XVI secolo

Affreschi del XVI secolo

 

Terrazza e rovine del monastero

Uscendo dalla chiesa arriviamo sulla terrazza dalla quale il panorama sulla Val di Susa, incorniciata dalle sue maestose montagne e il capoluogo piemontese è incredibile.  Ai nostri piedi vi sono le rovine del monastero e la torre della bell’Alda di cui vi ho già narrato la triste storia.  

In cerca di qualche idea sul Piemonte e sul suo capoluogo? Leggi l’articolo su come organizzare  un lungo weekend a Torino.

 


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10 Responses

  1. Siamo stati alla Sacra di San Michele in giugno e ci è piaciuta tantissimo; l’unica cosa è che l’ho trovata davvero stancante, sono arrivata in cima allo scalone dei morti con la lingua di fuori e un discreto affanno. Ma lo rifarei subito!

  2. Avevo già letto qualcosa riguardo alla Sacra di San Michele, ma non ci sono ancora stata. Devo dire che è un’Abbazia davvero affascinante sia per la sua architettura che per le sue leggende. Un articolo davvero bello ed interessante 🙂

  3. Ci sono stata anche io l’anno scorso a settembre! Mi ha piacevolmente stupita questa Sacra per la sua imponenza ma anche per la sua austerità. Anche se non sono credente per me una visita è stata davvero d’obbligo!

  4. Ammetto che mi ha sempre attirata il percorso a piedi, ma sino ad ora l’unica volta che ho visitato la Sacra, ci sono arrivata in macchina. Resta uno dei miei luoghi preferiti in Italia, sia a livello suggestivo che a livello di paesaggi!

  5. Ho fatto la tratta Torino-Francia diverse volte in macchina e ricordo di aver visto questa rocca abbarbicata sulla montagna, ma non avevo idea di cosa sia. Se avessi saputo quanto è bella l’abbazia, mi sarei sicuramente fermata a visitarla. Molto interessante la linea di San Michele che arriva direttamente a Gerusalemme!

  6. Ogni volta che leggo la storia di un borgo o di una rocca rimango incantata, questa è veramente incredibile, non sapevo della linea di San Michele

  7. Nel mio prossimo viaggio in Piemonte devo assolutamente visitarla . Grazie per tutti i consigli, davvero preziosi per una visita

  8. Che bell’articolo! E mi sembra molto giusto che fra le meraviglie d’Europa di cui spesso ci parli figuri anche la Sacra di San Michele, che hai saputo raccontare come sempre in modo accattivante!

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