Abbazia Sénanque Provenza

 

Alzi la mano chi non ha mai sognato a occhi aperti sulla Provenza, quella terra accarezzata dal sole e animata dal canto delle cicale che, con i suoi colori sgargianti, ha da sempre sedotto un’infinità di artisti.

Per portarvi in viaggio alla scoperta delle meraviglie di questo angolo d’Europa, ho selezionato 3 luoghi che, a mio avviso, sapranno affascinarvi con le loro  leggende, con i loro sapori e profumi, i colori sgargianti della natura e i numerosi sentieri che li attraversano.

Sénanque

Abbazia di Sénanaque in primavera

1) ROUSSILLON e COLORADO PROVENZALE
I colori della Provenza

Non ci si aspetterebbe mai, passeggiando nel cuore della Provenza, conosciuta in tutto il mondo per l’azzurro del cielo, il verde argenteo degli ulivi e il viola intenso dei campi di lavanda, di dover aggiungere alla nostra tavolozza ancora un’altra tonalità, declinata in molteplici sfumature.

Roussillon un gioiello della Provenza

Il villaggio di Roussillon

Eppure, giungendo alla cittadina di Roussillon, che non a caso è stata inserita fra i villaggi più belli di Francia, restiamo abbagliati dalla vividezza delle molteplici sfumature di rosso che contraddistinguono ogni casa, ogni muro di questo borgo di poco più di 1300 anime sull’altipiano di Vaucluse, nel nord del Luberon. Merito dell’abbondanza di giacimenti d’ocra, che fin dall’antichità veniva trasportata a Marsiglia per poi essere imbarcata fino a Roma dove sarebbe servita a tingere le toghe dei senatori.

La Provenza degli artisti

Nel secondo dopoguerra, Roussillon ha attirato artisti di grande fama, sedotti dalla luce del sud della Francia, fra cui i pittori Cocteau e Chagall e il drammaturgo Beckett, che avrebbe avuto proprio qui l’ispirazione per scrivere “Aspettando Godot”. La cosa certa è che il paesaggio non lascia indifferenti. All’uscita del borgo, visitiamo le antiche miniere d’ocra, Les sentiers des ocres che la fantasia popolare si è divertita a ribattezzare con nomi fantastici e fiabeschi. Come non cedere alla tentazione di perdersi in un paesaggio di falesie, dune di sabbia e guglie dalle forme più disparate che portano il nome di “Valle delle fate” o “Paseggiata dei giganti”?

 

Sentiers des Ocres

Curiose formazioni lungo il “Sentier des Ocres”

 

Miti e leggende in Provenza

Le leggende intorno a queste formazioni geologiche, frutto di un connubio fra la natura e la mano dell’uomo, non mancano. Ce n’è una narra che il colore rosso della terra è dovuto alle fiamme che i Titani scagliarono per vendicarsi di non essere riusciti a conquistare queste contrade. Ma la leggenda più popolare, che venne ripresa persino da Boccaccio, nella quarta giornata del Decameron, narra degli infelici amori di due amanti.

La bella e infelice Sermonde

Guilhem de Cabestang, figlio cadetto di un signorotto di Apt e amante dell’arte e delle lettere, entra a servizio, come troubadour, del conte Guilhem di Roussillon, marito della bella Sermonde. La contessa non è insensibile al fascino del giovane, fattostà che fra una poesia e una danza i due si innamorano perdutamente (in barba a ogni ideale di amor cortese). Però, come si sa, a corte non mancano le malelingue, e così il conte viene a conoscenza del rapporto venutosi a creare fra i due e giura di vendicarsi. Invita il giovane a una partita di caccia e lo uccide con un colpo di spada. Non contento, gli squarcia il petto, gli strappa il cuore e, una volta rientrato al castello, lo dà al cuoco affiché ne faccia un manicaretto per la moglie fedifraga.

A sera, l’ignara Sermonde mangia con appetito e soltanto alla fine della cena, il sadico e vendicativo marito le chiede come abbia trovato la pietanza. Quando lei dichiara di averla trovata squisita, con un ghigno di soddisfazione le rivela la verità:
“Non potrebbe essere altrimenti! È normale che chi vi piaceva tanto da vivo vi piaccia anche da morto”.
A quelle parole, la povera Sermonde si alza da tavola in preda alla disperazione, corre verso la torre più alta del castello e, una volta arrivata in cima, si lascia cadere nel vuoto.

Si narra che il colore rosso delle rocce circostanti sia dovuto al suo sangue e a quello del suo infelice amante.
I meno romantici ritengono invece che sia dovuta alla presenza degli ossidi di ferro, risultato dell’ossidazione del ferro presente nella sabbia dei fondali marini. Secoli e secoli fa, infatti, il mare ricopriva la Provenza.

Il Colorado di Rustrel
Colorado Provenzale

Il Colorado Provençal

A pochissimi chilometri da Apt, tranquilla cittadina nel cuore della Provenza, c’è un sito che a mio avviso è ancor più grandioso e spettacolare del precedente. Si tratta del Colorado Provenzale o Colorado di Rustrel, dal nome del villaggio che lo ospita. È la sede delle antiche miniere d’ocra e si può scoprire a proprio ritmo seguendo i percorsi segnalati.

Se agli abitanti del posto piace chiamare questo sito Colorado, forse a causa del senso di spaesamento che produce in chi lo visita, alcuni elementi lo contraddistinguono dal Gran Canyon degli Stati Uniti. A parte la vegetazione rigogliosa che lo circonda, qui la tavolozza dei colori è molto più variegata rispetto al sito americano; i pittori contano addirittura 20 diverse tonalità che vanno dal senape all’indaco.

Passeggiando da pinnacolo a pinnacolo e salendo e scendendo dalle dune attraverso valloni dalla sabbia candida (uno di essi è stato battezzato Sahara) ci si diverte a immaginare forme fantasmagoriche modellate nel corso dei secoli dall’azione del vento e dell’erosione.

2) GORDES, VILLAGE DES BORIES
Villaggio troglodita

È difficile dire quale sia il più bello dei villaggi del Luberon, questa regione così ricca di storia e di paesaggi sorprendenti nel cuore della Provenza. Ma rimettendoci alle decisioni della commissione che attribuisce il marchio Les plus beaux villages de France, Gordes è uno di essi.

Arroccato ai contrafforti del Plateau de Vaucluse domina, dall’alto dei suoi 400 m, un paesaggio bucolico costellato di vigneti e uliveti che infonde al viaggiatore o al turista un senso di pace e tranquillità. Il borgo cattura lo sguardo dei visitatori già da lontano, grazie alla luce riflessa dalle pietre bianche con la quale sono stati costriti i suoi edifici. Alla sommità, troviamo l’imponente castello, edificato nel XI secolo, ma quasi completamente ricostruito in epoca rinascimentale che ospita regolarmente mostre d’arte.

Ma Gordes ha anche una vita segreta, nascosta agli occhi del turista distratto. Si tratta della sua fitta rete di grotte e locali sotterranei a cui è possibile accedere dal Palais Saint-Firmin. Si tratta di un vero e proprio villaggio troglodita sede di botteghe d’artigiani in cui è ancora possibile trovare un forno per il pane e persino un frantoio. Ed è sempre qui che gli abitanti di Gordes trovarono rifugio durante le numerose guerre e assedi che in passato colpirono queste contrade.

Villaggio di Provenza

Scorcio del villaggio di Gordes

La vita nei campi

A 4 chilometri da Gordes, in una frazione detta Les Cabanes si trova l’interessantissimo Villages des Bories .

Le Bories (dal latino Bovaria, ossia stalla dei buoi) sono curiose costruzioni coniche, erette probabilmente intorno al XVII secolo con la tecnica della costruzione a secco.

Fra il XVII e il XVIII secolo, infatti, la crescita demografica aveva fatto sì che la terra coltivabile non bastasse più; bisognava quindi provvedere all’acquisizione e al dissodamento di appezzamenti incolti e ben poco fertili. E furono proprio le pietre calcaree estratte dai campi a fornire il materiale necessario alla costruzione delle bories. Ma a che cosa servivano? Nel corso dei secoli hanno avuto diverse funzioni: abitazioni e riparo per i contadini, stalle per il bestiame e persino forni di cottura. Il Village des Bories è un vero e proprio museo della vita del villaggio e il pretesto per scoprire gli usi e costumi dei contadini di Provenza dei secoli scorsi.

3) ABBAZIA DI SENANQUE
Lavanda e antiche abbazie
Abbazia di Sénanque nel cuore della Provenza

L’abbazia di Sénanque

Un viaggio in Provenza non può terminare se non prima di aver visitato una delle abbazie cistercensi forse più celebri del sud della Francia: l’abbazia di Sénanque, incastonata in una verdeggiante vallata e circondata da fragranti campi di lavanda. Questo austero complesso monastico risale al XII secolo e si contraddistingue per la sua semplicità e sobrietà tipica della regola di San Benedetto.


Categories:

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *