Arrivando a Madeira si ha la sensazione che l’isola abbia raccolto, in uno spazio sorprendentemente piccolo, paesaggi che normalmente appartengono a mondi lontani tra loro.
Qui la giornata può iniziare nel silenzio umido della foresta, tra alberi ricoperti di muschio e antichi sentieri che seguono il corso delle levadas. Qualche ora dopo ci si ritrova davanti all’Atlantico, immersi in una piscina naturale scavata dalla lava. Pochi luoghi in Europa cambiano volto con tanta rapidità.
Eppure Madeira continua a vivere, nell’immaginario di molti, all’ombra di due celebrità: Cristiano Ronaldo, nato a Funchal, e il vino che porta il nome dell’isola. Entrambi fanno parte della sua identità, ma finiscono spesso per nascondere ciò che la rende davvero insolita.
Per capire Madeira bisogna guardare altrove. Bisogna osservare come gli abitanti abbiano scavato canali nella montagna, come la foresta, una delle più preziose d’Europa, la laurissilva, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, abbia conservato un frammento dell’Europa preistorica e come un’isola vulcanica sia riuscita a trasformare un territorio ostile in un luogo sorprendentemente ospitale.
È questa continua conversazione tra natura e ingegno umano a rendere Madeira tanto interessante. Ma cosa vedere a Madeira? Quali sono i luoghi da non perdere in questa piccola “perla dell’Atlantico”?
In queste pagine vi porto alla scoperta dei luoghi che, più di ogni altro, raccontano questa storia: foreste antiche, piscine naturali, villaggi sospesi tra mare e montagna, giardini, panorami vulcanici e sentieri che da secoli seguono il corso dell’acqua.

Madeira è soprannomitata “l’isola-giardino”
Indice dell’articolo
- Madeira, l’isola nata dal fuoco e modellata dall’acqua
- Funchal cosa vedere: la città affacciata sull’oceano
- Monte: il balcone di Funchal tra devozione, giardini tropicali e antiche tradizioni
- Monte Palace Tropical Garden: una collezione botanica sulle alture di Funchal
- Porto Moniz e le piscine naturali di Madeira
- Le levadas di Madeira: camminare seguendo il corso dell’acqua
- La Laurissilva di Madeira: un’antica foresta sopravvissuta nel tempo
- Ponta de São Lourenço: la Madeira modellata dal vento
- I villaggi di Madeira tra mare e montagna
- Quando andare a Madeira e quanti giorni servono
- Consigli pratici per visitare Madeira
Madeira, l’isola nata dal fuoco e modellata dall’acqua

Costa di Seixal a Madeira
Prima ancora di scoprire cosa vedere a Madeira, bisogna capire la natura profonda di quest’isola. La sua bellezza nasce infatti da un incontro apparentemente impossibile: il fuoco dei vulcani, la presenza incessante dell’oceano e il lavoro paziente degli uomini che, nei secoli, hanno imparato ad abitare un territorio ostile.
Situata nell’Atlantico orientale, a circa 600 chilometri dalle coste del Marocco e poco più di 900 chilometri dal Portogallo continentale, Madeira appartiene all’arcipelago della Macaronesia, una regione oceanica conosciuta per la sua straordinaria ricchezza botanica.
Vista su una carta geografica, può sembrare soltanto un piccolo punto in mezzo all’oceano. Percorrendola, però, ci si accorge che la sua superficie racchiude una varietà di paesaggi sorprendente: montagne che superano i 1800 metri, vallate profonde, scogliere a picco sul mare, foreste umide e villaggi costruiti lungo pendii dove ogni metro di terra è stato conquistato con il sudore della fronte.
Madeira l’isola dei contrasti. Portoghese per cultura, esotica di natura

Il nome stesso dell’isola è rivelatore. Quando i navigatori portoghesi João Gonçalves Zarco e Tristão Vaz Teixeira arrivarono qui nel 1420, la chiamarono Madeira — “legno” in portoghese — per via delle fitte foreste che ricoprivano il territorio.
La storia successiva fu un lungo dialogo, non sempre amichevole, tra uomo e natura. Per creare spazi coltivabili vennero abbattute e bruciate vaste aree boschive; allo stesso tempo, gli abitanti dell’isola svilupparono soluzioni ingegnose per convivere con un ambiente verticale e inospitale.
Costruirono terrazzamenti sui versanti delle montagne, crearono sistemi di irrigazione che ancora oggi attraversano l’isola e trasformarono zone impervie in giardini, vigneti e coltivazioni.
A Madeira la natura non appare mai separata dalla presenza umana. La foresta cresce accanto ai sentieri costruiti dall’uomo, l’acqua scorre nei canali scavati nella roccia, i villaggi sembrano aggrapparsi alle montagne invece di dominarle.
Il simbolo più prezioso di questa eredità naturale è la foresta di laurissilva, un antico ecosistema subtropicale sopravvissuto per milioni di anni e oggi riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Il modo migliore per conoscerla è attraversarla. Nella laurissilva il bosco si richiude intorno al sentiero: il muschio ricopre i tronchi, le felci occupano il sottobosco e l’acqua diventa una presenza costante, discreta, quasi inseparabile dalla foresta stessa.
Ed è proprio seguendo il corso dell’acqua che si scopre una delle caratteristiche più note di Madeira: le levadas, gli antichi canali d’irrigazione che oggi sono diventati sentieri capaci di condurre il viaggiatore nel cuore più nascosto dell’isola.
Funchal cosa vedere: la città affacciata sull’oceano

La Sé di Funchal
Funchal assomiglia a molte altre città portoghesi. Ci sono le strade rivestite di calçada portuguesa, le chiese con le facciate bianche, le case dai balconi in ferro battuto e abbellite da azulejos. Ma basta guardare la vegetazione per ricordarsi che questa non è una città continentale.
Qui crescono alberi e piante che il Portogallo continentale non potrebbe ospitare: palme, strelitzie, jacarande, banani. Nei giardini e lungo le strade il confine tra città e paesaggio tropicale diventa quasi impercettibile. Funchal porta ancora i segni della sua origine atlantica: è una città nata sull’oceano e cresciuta guardando verso rotte lontane.
La Sé di Funchal: una cattedrale nata nell’epoca delle grandi esplorazioni
Nel centro storico di Funchal si trova la Sé, la cattedrale costruita tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, quando il Portogallo stava trasformando l’Atlantico in una nuova frontiera geografica e commerciale.
All’interno colpisce soprattutto il soffitto in legno di cedro, uno dei dettagli più preziosi dell’edificio. Le decorazioni manueline ricordano un’epoca in cui ricchezza, fede e ambizione politica viaggiavano insieme sulle navi portoghesi dirette verso terre ancora poco conosciute in Europa.
Dopo tanta storia solenne, Funchal offre anche episodi decisamente meno monumentali. Confesso di essere caduta in una delle trappole più innocenti del viaggio: una fotografia con la statua dedicata alla principessa Sissi.
Vila Velha e Rua Santa Maria: porte dipinte e vita quotidiana

Scendendo verso il mare si incontra Vila Velha, il quartiere più antico di Funchal.
Qui il paesaggio urbano cambia: le grandi facciate lasciano spazio a strade più strette, ristoranti ricavati in vecchie case e abitazioni che si aprono direttamente sulla strada.
La celebre Rua de Santa Maria è diventata famosa grazie al progetto delle porte dipinte: vecchi ingressi trasformati in opere d’arte da numerosi artisti. Il risultato è curioso perché non si tratta di un museo all’aperto creato da zero, ma di un intervento che ha dato nuova vita a elementi già presenti nel quartiere e utilizzati ogni giorno dai suoi abitanti.
Mercado dos Lavradores: il teatro quotidiano dei sapori di Madeira

Per osservare il rapporto tra Madeira e i suoi prodotti bisogna entrare al Mercado dos Lavradores, inaugurato negli anni Trenta in un edificio modernista decorato con azulejos tradizionali.
Tra i banchi si incontrano frutti tropicali, fiori, pesce e specialità locali. È un luogo che racconta bene la posizione particolare di Madeira: un’isola portoghese plasmata dall’incontro tra rotte oceaniche, coltivazioni introdotte dall’esterno e tradizioni locali.
I venditori sono spesso molto abili nel proporre assaggi: una fetta di papaya, un frutto tropicale mai visto prima, una specialità locale di cui raccontano origine e caratteristiche con grande entusiasmo. E bisogna ammettere che molti di questi prodotti sono davvero ottimi.
C’è però anche un aspetto meno noto, che vale la pena conoscere prima di lasciarsi conquistare dai colori e dai profumi dei banchi. Il momento più delicato arriva al momento dell’acquisto. Due papaye, un’anona, magari qualche altro frutto tropicale: sembra una spesa modesta, finché non arriva il conto.
A quel punto non è raro ricontrollare cosa sia finito nel sacchetto, cercando di capire come pochi frutti possano costare quanto una piccola spesa gourmet. Per questo il consiglio è semplice: prima di acquistare, chiedete sempre il prezzo.
Alla fine, però, i ricordi gastronomici che mi sono rimasti più vividamente impressi nascono dalla padaria sotto casa. Ho scelto di alloggiare nel centro di Funchal e ogni mattina bastava aprire la porta perché il profumo dei dolci appena sfornati cambiasse i programmi. La panetteria era al piano terra: pochi gradini, una vetrina colma di specialità locali e il proposito, puntualmente disatteso, di limitarsi a un solo assaggio.
Monte: il balcone di Funchal tra devozione, giardini tropicali e antiche tradizioni

Lasciando il centro di Funchal e seguendo la strada che sale verso le colline, si capisce subito una delle caratteristiche più sorprendenti di Madeira: la distanza tra il mare e la montagna si misura in pochi chilometri.
Nossa Senhora do Monte: il santuario più importante di Madeira
A circa 600 metri di altitudine si trova Monte, un piccolo borgo raccolto attorno al santuario di Nossa Senhora do Monte, il principale luogo di culto dell’isola.
La chiesa attuale fu costruita sul luogo di una precedente cappella del XV secolo ed è ancora oggi meta di pellegrinaggio, soprattutto durante le celebrazioni del 14 e 15 agosto. Qui la devozione non appartiene soltanto alla sfera religiosa: il santuario è legato a feste e tradizioni tramandate dagli abitanti di Madeira.
I carros de cesto: la discesa più insolita di Madeira

Discesa in carro de cesto guidata dai Carreiros do Monte
Da Monte si può rientrare verso Funchal a bordo dei carros de cesto, una delle tradizioni più riconoscibili dell’isola.
Sono grandi slitte costruite in vimini e legno, guidate dai carreiros, gli uomini vestiti di bianco che controllano la discesa lungo le strade ripide della collina utilizzando soltanto la loro esperienza e la pressione degli stivali sull’asfalto.
La loro storia, però, comincia ben prima del turismo. Prima di diventare una delle esperienze simbolo di Madeira, i carros de cesto facevano parte della vita quotidiana degli abitanti di Monte, che li utilizzavano per raggiungere più velocemente Funchal.
La prima sensazione è un misto di curiosità e diffidenza. Ci si accomoda in un cesto di vimini e legno che, a prima vista, sembra del tutto inadatto ad affrontare una strada tanto ripida. Poi il cesto prende velocità. Bastano pochi metri perché i carreiros dimostrino una padronanza assoluta del percorso: ogni curva, ogni frenata e ogni accelerazione sono il risultato di gesti affinati da anni di esperienza.
Monte Palace Tropical Garden: una collezione botanica sulle alture di Funchal

Giardino Monte Palace a Madeira
Il Monte Palace Tropical Garden si sviluppa all’interno di una storica quinta portoghese sulle alture di Funchal, reinterpretando il gusto dei grandi giardini di collezione: unire specie botaniche, architetture e suggestioni provenienti da mondi diversi.
Il percorso attraversa laghi, cascate, collezioni botaniche, pannelli di azulejos e installazioni artistiche. Accanto alle specie tropicali crescono piante dell’arcipelago, in un paesaggio dove botanica, arte e storia si intrecciano continuamente.

Tra gli elementi più sorprendenti del Monte Palace c’è la presenza di una ricca raccolta di sculture asiatiche, disseminate lungo i sentieri come presenze discrete. Buddha, lanterne di pietra, figure simboliche e motivi decorativi ispirati alle tradizioni cinesi e giapponesi emergono tra felci arboree, bambù e specchi d’acqua, creando un dialogo inatteso tra l’immaginario orientale e la vegetazione di Madeira. Chi ama i giardini ritroverà un approccio completamente diverso a Sintra, dove la Quinta da Regaleira trasforma il paesaggio in un racconto fatto di simboli, architetture e percorsi iniziatici.

Porto Moniz e le piscine naturali di Madeira

Piscine naturali di Porto Moniz
Lasciando Funchal e salendo verso la costa nord-occidentale, Madeira cambia rapidamente volto. La strada attraversa montagne ricoperte di vegetazione, vallate profonde, gallerie scavate nella roccia e piccoli centri abitati aggrappati ai pendii, dove ogni tratto coltivabile sembra essere stato strappato alla montagna.
Arrivando a Porto Moniz, il paesaggio si apre sull’Atlantico e sulle celebri piscine naturali vulcaniche.
Sono bacini naturali modellati dalle antiche colate di lava che hanno costruito la costa di Madeira. L’acqua dell’Atlantico vi entra attraverso le aperture nella roccia e si rinnova continuamente con il moto del mare.
Quando il mare è calmo, le piscine danno un’impressione di quiete quasi ingannevole. Poi arriva un’onda più alta delle altre, l’acqua scavalca le rocce e ogni distinzione tra piscina e oceano scompare per qualche secondo.
Le levadas di Madeira: camminare seguendo il corso dell’acqua

Sentiero lungo una levada
A Madeira l’acqua ha dovuto imparare a viaggiare.
Le precipitazioni sono abbondanti soprattutto nelle zone montuose e sul versante settentrionale, mentre molte coltivazioni si trovano lungo la costa meridionale, più secca. Per questo, a partire dal XV secolo, fu realizzata una fitta rete di canali in grado di trasportare l’acqua per chilometri, superando pendii, pareti rocciose e profondi dislivelli.
Nacquero così le levadas, canali d’irrigazione che ancora oggi attraversano gran parte dell’isola.
La loro costruzione richiese un lavoro enorme. Molti tratti furono scavati direttamente nella roccia, spesso lungo pareti molto ripide e in punti difficili da raggiungere. In alcuni casi le levadas attraversano lunghe gallerie, che permettono di intuire quanto fosse impegnativo lavorare in queste montagne.
Ciò che per secoli è stato un sistema essenziale per distribuire l’acqua ai campi è oggi uno dei modi migliori per esplorare Madeira. I sentieri che costeggiano le levadas attraversano boschi di laurisilva, vallate profonde e pareti vulcaniche, seguendo un percorso che unisce natura e storia.
Durante un’escursione guidata lungo una levada ho scoperto anche un lato meno spettacolare, ma forse più autentico, dell’entroterra di Madeira.
A un certo punto l’autobus ha effettuato una “sosta tecnica”. Nel linguaggio delle escursioni è un’espressione molto elegante per indicare una necessità decisamente più pratica: trovare un bagno.
Ci siamo fermati in un piccolo villaggio di montagna e, mentre il gruppo si prendeva qualche minuto di pausa, sono entrata in un negozio senza un motivo preciso. Ne sono uscita con un piccolo sacchetto di caramelle al miele di Madeira.
Le avevo comprate quasi per curiosità, senza aspettarmi nulla di particolare. Poi, qualche giorno dopo, quel sapore semplice mi ha riportato alla mente i boschi attraversati e quel breve momento fuori dal percorso previsto. A volte sono proprio queste piccole deviazioni a rimanere più impresse del panorama fotografato.

Cascata do Risco
Durante il mio soggiorno a Madeira ho seguito diverse levadas, e nessuna mi è sembrata uguale all’altra. Alcune correvano all’ombra della laurisilva, tra felci e pareti ricoperte di vegetazione; altre attraversavano paesaggi agricoli dove l’acqua continua ancora oggi il suo viaggio verso i campi; altre infine regalavano prospettive più ampie sulle montagne e sulla costa.
Tre, in particolare, sono rimaste tra i ricordi più belli del viaggio.
Levada das 25 Fontes: l’acqua come protagonista
La Levada das 25 Fontes è probabilmente una delle escursioni più conosciute di Madeira. Il percorso si sviluppa nella zona di Rabaçal, uno dei punti in cui la presenza della laurissilva è particolarmente evidente.
Il nome deriva dalle numerose sorgenti che alimentano la parete rocciosa dove termina il sentiero. L’acqua arriva da diverse piccole cascate e si raccoglie in una laguna naturale circondata dalla vegetazione.
Levada do Caldeirão Verde: dentro la montagna
La Levada do Caldeirão Verde è una delle escursioni più spettacolari dell’isola. Il percorso parte dal parco forestale di Queimadas, dove si trova una delle caratteristiche casas de Santana, le tradizionali abitazioni dal tetto triangolare, e prosegue entrando nella zona della laurissilva.
Qui la montagna mostra un volto più imponente: il sentiero segue il fianco della roccia, attraversa quattro gallerie scavate nella montagna e conduce fino al lago del Caldeirão Verde, alimentato da una cascata che precipita da circa cento metri di altezza.
Levada do Furado: la montagna vista dall’interno
La Levada do Furado segue una delle più antiche levadas pubbliche dell’isola. Il percorso parte da Ribeiro Frio e attraversa una delle aree più interessanti della laurissilva, con specie tipiche della foresta come il til (Ocotea foetens), il vinhático (Persea indica) e l’alloro delle Canarie (Laurus novocanariensis).
Rispetto ad altri itinerari, questa levada offre anche una prospettiva più ampia sul territorio: lungo il cammino si aprono viste sulle vallate agricole di Faial, São Roque do Faial e Porto da Cruz, fino alla grande formazione rocciosa della Penha d’Águia.
È forse il percorso che meglio mostra la struttura di Madeira: la foresta sulle montagne, i campi coltivati sui pendii e l’oceano che rimane sempre presente sullo sfondo.
Consigli pratici per percorrere le levadas
Per le mie escursioni lungo le levadas ho scelto di affidarmi a guide locali che accompagnavano piccoli gruppi. È stata una scelta che ha aggiunto valore al percorso: oltre a camminare nella natura, ho potuto conoscere meglio la botanica della laurissilva, la formazione del paesaggio e la storia di questi antichi canali. In alcuni momenti la presenza della guida è stata utile anche per affrontare con maggiore tranquillità alcuni passaggi più stretti o esposti.
Le fotografie delle levadas mostrano spesso foreste verdi, acqua e montagne avvolte dalla nebbia, ma questi sentieri attraversano un ambiente vulcanico dove il terreno può essere irregolare e le condizioni possono cambiare rapidamente. Alcuni percorsi sono adatti anche a escursionisti meno esperti; altri richiedono più attenzione per la presenza di gallerie, tratti stretti e passaggi senza protezioni laterali.

In alcuni punti il sentiero può essere largo poco più di mezzo metro e affacciarsi direttamente su pendii ripidi o vallate profonde. Chi soffre di vertigini dovrebbe quindi informarsi bene prima di scegliere l’itinerario. Prima di partire conviene sempre controllare lunghezza, difficoltà e stato del percorso.
Da portare con sé:
- scarpe da trekking con buona aderenza, indispensabili perché alcuni tratti possono essere umidi, fangosi o scivolosi;
- uno zaino comodo e leggero, preferibilmente con una copertura antipioggia o un sacchetto impermeabile per proteggere gli oggetti più delicati;
- una giacca impermeabile o antivento, anche nelle giornate estive: in montagna il tempo può cambiare rapidamente e alcune zone sono spesso avvolte dalla nebbia;
- una torcia o una luce frontale, necessaria per attraversare le gallerie delle levadas più lunghe;
- acqua e qualche spuntino, soprattutto per gli itinerari più lunghi, dove non sempre ci sono punti di ristoro;
- protezione solare e cappello, perché anche quando il cielo è nuvoloso l’esposizione può essere forte;
- abbigliamento a strati, per adattarsi alle variazioni di temperatura tra costa e montagna;
- un telefono carico o una batteria esterna, utile per orientarsi, fotografare e in caso di necessità;
- un piccolo kit di pronto soccorso, con cerotti e qualche prodotto di base.
Prima di partire è consigliabile controllare sempre lo stato del percorso: a Madeira alcune levadas possono essere temporaneamente chiuse per manutenzione, caduta di rocce o condizioni meteorologiche sfavorevoli.
La Laurissilva di Madeira: un’antica foresta sopravvissuta nel tempo

Valle di Rabaçal
Lungo alcune levadas il paesaggio cambia lentamente: la presenza dell’uomo, con i suoi canali costruiti per trasportare l’acqua, lascia spazio a una delle foreste più antiche d’Europa. È la laurissilva, riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1999.
Questa foresta è una sorta di memoria del passato. Milioni di anni fa ambienti simili ricoprivano gran parte dell’Europa meridionale, quando il clima era molto diverso da quello attuale. Con il tempo queste foreste sono scomparse dal continente e sono sopravvissute soprattutto nelle isole della Macaronesia. A Madeira si trova oggi la più grande area continua ancora conservata.
Il nome laurissilva deriva dal portoghese laurisilva, cioè “foresta di lauri”, per la forma sempreverde delle sue foglie. Ma non si tratta semplicemente di un bosco di allori: tra questi alberi vivono specie antiche, alcune endemiche dell’isola, adattate a un ambiente dove umidità e nebbia fanno parte del paesaggio quotidiano.
Tra gli alberi più caratteristici ci sono il til (Ocotea foetens), il vinhático (Persea indica) e l’alloro delle Canarie (Laurus novocanariensis). Sotto le loro chiome crescono felci, muschi e licheni, favoriti dalla presenza costante dell’acqua nell’aria e nel terreno.
La foresta ha avuto un ruolo fondamentale anche nella storia dell’isola. La vegetazione della laurissilva contribuisce a trattenere l’umidità delle montagne e ad alimentare sorgenti e corsi d’acqua, una risorsa indispensabile per l’agricoltura di Madeira. Le levadas nacquero proprio da questa necessità: raccogliere e distribuire l’acqua in un territorio dove coltivare significava spesso conquistare spazio ai pendii.
Camminando tra questi alberi si percepisce un legame che dura da secoli: una foresta che ha conservato le condizioni naturali dell’isola e una rete di canali che ha permesso agli abitanti di utilizzarle.
Ponta de São Lourenço: la Madeira modellata dal vento

Ponta de São Lourenço
Dopo il verde della laurissilva e i pendii coperti di coltivazioni, l’estremità orientale di Madeira mostra un paesaggio completamente diverso.
La Ponta de São Lourenço è una penisola vulcanica che si allunga nell’Atlantico nella parte orientale di Madeira. Qui affiorano formazioni rocciose tra le più antiche dell’isola, nate nelle prime fasi della sua origine vulcanica e modellate nel tempo dall’erosione del vento, della pioggia e delle onde.
Rispetto al resto di Madeira, questa zona ha un clima più secco: le precipitazioni sono più limitate e l’esposizione ai venti oceanici è costante. Anche la vegetazione riflette queste condizioni: al posto della foresta umida dell’interno si trovano piante basse e resistenti, adattate alla scarsità d’acqua e alle raffiche che arrivano dall’oceano.
Il giorno della mia visita, però, la teoria ha dovuto lasciare spazio alla pratica: la penisola mi ha accolto con pioggia, raffiche di vento e un cielo decisamente poco disposto alla collaborazione.

Camminando verso la punta della penisola si attraversa uno dei luoghi in cui la natura vulcanica di Madeira appare più evidente. Qui la vegetazione lascia spazio alla roccia nuda: gli strati vulcanici emergono dal terreno e raccontano la lunga storia geologica dell’isola.
Il sentiero della Ponta de São Lourenço non presenta particolari difficoltà tecniche, ma richiede attenzione in alcuni punti. Il percorso attraversa tratti stretti e privi di protezioni laterali, con il vuoto che si apre ai lati del sentiero e il vento che può rendere più impegnativi alcuni passaggi. Chi soffre di vertigini o non si sente a proprio agio sui percorsi esposti dovrebbe tenerne conto prima di affrontare l’escursione.
I villaggi di Madeira tra mare e montagna

Porto di Câmara de Lobos
Lasciando i grandi paesaggi naturali dell’isola, si incontrano luoghi dove la vita quotidiana segue ancora la geografia di Madeira. I villaggi nascono spesso in spazi difficili: piccole baie aperte sull’oceano, vallate chiuse tra pareti vulcaniche, pendii trasformati in terrazze coltivate.
Câmara de Lobos, Curral das Freiras e Santana rappresentano tre ambienti molto diversi: il porto dei pescatori sulla costa meridionale, il paese incastonato tra le montagne dell’interno e le case rurali dal tetto di paglia della costa nord.
Câmara de Lobos, il porto dipinto da Churchill
A pochi chilometri da Funchal si trova Câmara de Lobos, un antico villaggio di pescatori affacciato su una piccola baia.
Il porto conserva ancora il carattere del paese originario: le barche colorate sono raccolte vicino alla riva, le reti vengono sistemate lungo le banchine e le case si dispongono attorno all’acqua.
Il luogo conquistò anche Winston Churchill, che durante il suo soggiorno a Madeira nel 1950 si fermò proprio qui a dipingere la baia. Dopo aver passato la vita a occuparsi di questioni come guerre, governi e sorti dell’Europa, Churchill si ritrovò davanti a un problema di tutt’altra natura: decidere se il colore del mare fosse un blu cobalto o un blu oltremare. Un dilemma certamente meno urgente delle sorti dell’Europa, ma pur sempre un dilemma.
Curral das Freiras a Madeira: la valle delle monache tra montagne e castagneti
Per raggiungere Curral das Freiras bisogna lasciare la costa e salire verso l’interno dell’isola, entrando in una valle profonda circondata da montagne che sembrano chiuderla su ogni lato.
Il nome significa “recinto delle monache” e risale al XVI secolo. Secondo la tradizione più conosciuta, alcune religiose del convento di Santa Clara di Funchal si sarebbero rifugiate qui durante le incursioni dei corsari.
L’isolamento della valle offriva una protezione naturale, anche se il legame con le monache era già legato ai terreni posseduti dal convento.
Arrivando nel paese, la prima impressione è quella di trovarsi in uno spazio conquistato alla montagna. Le pareti rocciose salgono ripide intorno all’abitato e lasciano pochi spazi pianeggianti per costruire e coltivare.
Gli abitanti hanno trasformato ogni superficie disponibile: i campi seguono i pendii, i terrazzamenti disegnano il profilo della valle e le strade cercano il loro passaggio tra la roccia.
Curral das Freiras è conosciuta anche per le castagne, una presenza che sorprende chi associa Madeira soltanto alla vegetazione subtropicale. L’altitudine della valle e il suo microclima hanno favorito la crescita dei castagneti, diventati nel tempo una parte importante della cucina locale.
Le castagne vengono utilizzate per preparare dolci, liquori e specialità tradizionali, celebrate anche durante la festa annuale dedicata a questo prodotto.
Qui il paesaggio agricolo segue ritmi diversi rispetto alla costa: tra pareti vulcaniche, boschi e coltivazioni di montagna, Madeira mostra un volto meno immediato e più legato alle stagioni.
Santana e le case dal tetto di paglia
Sulla costa nord si trova Santana, conosciuta per le caratteristiche case tradizionali con tetto triangolare ricoperto di paglia.
Non è stata una tappa del mio viaggio, ma queste abitazioni meritano attenzione per il ruolo che hanno avuto nella vita rurale di Madeira.
La loro struttura nasceva da esigenze molto pratiche: il legno, disponibile sull’isola, veniva utilizzato per la costruzione, mentre il tetto in paglia offriva isolamento e protezione dalle piogge frequenti della costa settentrionale.
Oggi queste case sono diventate uno dei simboli più riconoscibili di Madeira, ma la loro origine appartiene a un mondo contadino fatto di lavoro, raccolti e adattamento al territorio.
Quando andare a Madeira e quanti giorni servono
Quando andare a Madeira?
È una delle prime domande da porsi prima di organizzare un viaggio sull’isola. La risposta dipende soprattutto dal tipo di esperienza che si cerca: trekking, natura, mare, villaggi o semplicemente qualche giorno lontano dal clima più rigido dell’Europa continentale.
Madeira ha un clima mite tutto l’anno, ma la sua geografia crea numerosi microclimi. La differenza tra costa e montagna può essere sorprendente: può capitare di trovare il sole sul mare e, dopo poche centinaia di metri di dislivello, nuvole basse e temperature decisamente fresche.
In primavera Madeira cambia aspetto. Nei giardini, lungo le strade e sui sentieri delle montagne la vegetazione torna particolarmente viva, con molte specie in fiore e i paesaggi dell’isola al massimo della loro varietà.
Estate: giornate lunghe e oceano più accessibile

In estate Madeira offre giornate più lunghe e condizioni generalmente favorevoli per percorrere sentieri, visitare i villaggi e raggiungere i punti panoramici dell’isola.
Anche l’oceano raggiunge le temperature più alte dell’anno, ma bisogna ricordare la natura di Madeira: non è un’isola di lunghe spiagge sabbiose e acque sempre calme. La sua costa vulcanica alterna piscine naturali, baie rocciose e zone dove l’Atlantico mostra tutta la sua forza.
Esistono molti luoghi dove fare il bagno, ma l’esperienza rimane quella dell’Atlantico: l’acqua è generalmente fresca anche in estate, con temperature intorno ai 20-23 °C nei mesi più caldi e valori più bassi durante l’inverno.
L’autunno mantiene spesso condizioni molto piacevoli e offre una luce particolare per fotografie e passeggiate. L’inverno, grazie al clima mite, rimane un’alternativa interessante per chi vuole sfuggire alle temperature più rigide dell’Europa continentale.
Quanti giorni servono per visitare Madeira?
Per un primo viaggio a Madeira consiglio almeno 5 giorni pieni.
Con questo tempo è possibile visitare Funchal, raggiungere alcuni punti panoramici, vedere Porto Moniz, percorrere una o due levadas e dedicare spazio ad alcuni villaggi dell’interno.
Se invece volete esplorare Madeira senza trasformare ogni giornata in una sequenza di trasferimenti, l’ideale è prevedere 10 giorni o più.
Avere qualche giorno in più permette di non ridurre l’isola a un elenco di tappe. Significa poter aspettare che una nuvola lasci libero un belvedere, fermarsi davanti a una strada secondaria che sale verso l’interno, dedicare qualche ora in più a un villaggio o a un sentiero che non era previsto nell’itinerario.
Consigli pratici per visitare Madeira
Come muoversi a Madeira
Per esplorare Madeira con la massima libertà, l’automobile rimane il mezzo più pratico.
La rete stradale di Madeira è oggi molto più agevole rispetto al passato, grazie a una serie di tunnel, viadotti e nuove infrastrutture che hanno reso più rapidi molti collegamenti. Ma la conformazione dell’isola non è cambiata: le montagne arrivano vicino alla costa e molte strade seguono ancora il profilo del territorio.
Per questo le distanze sulla carta possono essere ingannevoli. Un tratto di pochi chilometri può richiedere più tempo del previsto a causa dei dislivelli, delle curve e delle caratteristiche della strada.
I mezzi pubblici possono essere una soluzione valida soprattutto per gli spostamenti tra Funchal e le principali località dell’isola. La rete degli autobus è organizzata oggi attraverso il sistema SIGA, che riunisce diversi operatori, tra cui Horários do Funchal, SIGA Rodoeste e CAM, con collegamenti distribuiti nelle varie zone di Madeira.
Per visitare i luoghi più isolati, raggiungere l’inizio di alcune escursioni o ottimizzare gli spostamenti in una giornata, l’auto rimane però spesso la soluzione più pratica.
Un’altra possibilità è affidarsi a operatori, come Secret Madeira, che organizzano escursioni in piccoli gruppi con trasferimento incluso. È stata la scelta che ho fatto per alcune delle mie gite: autobus o navette private permettono di raggiungere comodamente l’inizio dei sentieri, mentre la presenza di una guida aggiunge informazioni sulla botanica, sul paesaggio e sulla storia dell’isola. In alcuni tratti più esposti o impegnativi, avere qualcuno che conosce bene il percorso può rivelarsi anche un aiuto concreto.
Un ultimo consiglio riguarda la pianificazione: evitate itinerari troppo fitti. A Madeira le distanze sono brevi, ma le strade seguono la montagna e i tempi di percorrenza possono allungarsi. Meglio lasciare qualche margine per fermarsi lungo il percorso, soprattutto nei punti panoramici e nelle zone meno conosciute.

Dove alloggiare a Madeira
Scegliere dove dormire a Madeira significa soprattutto decidere quanto tempo dedicare agli spostamenti e quale lato dell’isola vivere.
Funchal è la base più comoda per un primo viaggio: concentra ristoranti, servizi e collegamenti ed è un punto di partenza pratico per molte escursioni. La sera, inoltre, permette di muoversi senza dover necessariamente prendere l’auto.
Chi preferisce un ritmo più tranquillo può valutare altre località, come Machico sulla costa orientale o São Vicente sul versante nord. La prima è comoda per raggiungere diversi punti dell’isola ed è vicina all’aeroporto; la seconda permette di soggiornare in una zona più verde e montuosa, con un paesaggio molto diverso dalla costa sud.
Per un primo soggiorno, soprattutto se non si vuole cambiare alloggio più volte, conviene scegliere una base che tenga conto dell’itinerario previsto: a Madeira le distanze non sono grandi, ma salite, curve e strade di montagna incidono sui tempi di percorrenza.
Articolo aggiornato ad agosto 2026


9 Responses
Sono alcuni anni che mi piacerebbe visitare Madeira…mi incuriosisce davvero tanto! Grazie per le dritte…magari le metterò a breve in pratica!
È un po’ di tempo che ho in mente di visitare le Azzorre ma avendo le ferie a novembre ho sempre optato per mete dove il clima in quel periodo è più clemente. Madeira sembra un po’ un Eden e le isole vicine mi ricordano tanto le Hawaii!
Sono stata due volte a Madeira, la prima volta come tappa durante una crociera di lavoro, la seconda per conto mio con amici, di ritorno dalle Azzorre, ed è un’isola davvero ricchissima di cose da vedere e unica nel suo genere. Devo dire che continuo a preferire le Azzorre, molto meno sfruttate turisticamente e più selvagge, ma anche Madeira è davvero molto bella, anche se non ho avuto il coraggio di fare il bagno nelle piscine naturali, l’acqua era davvero troppo freddina per i miei gusti! 🙂
Mi ha davvero incuriosito questo articolo su Madeira… sinceramente non l avevo mai presa in considerazione fin’ora ma invece ora ho rivalutato 🙃 le esperienze nella natura sono sempre le cose che prediligiamo in ogni viaggio e qui se ne possono fare tante!!!!
Stiamo pensando proprio a Madeira come meta di questa estate e questo articolo capita proprio “a fagiolo”! Grazie per i consigli, se trovo un volo ad un prezzo accessibile ci andrò!
Mi piacerebbe tanto visitare le Hawaii d’ Europa! Tanta natura rigogliosa, trekking e foreste. Una vacanza insolita in una meta poco conosciuta. Bella dritta!
Mi ispira un sacco! Mi sembra un posto perfetto per una vacanza varia e movimentata. Mi piace associare la visita dei luoghi a delle escursioni nella natura, e Madeira offre sicuramente entrambe le cose 🙂
Articolo molto dettagliato, complimenti! Madeira è un luogo che mi ha sempre affascinato e leggere la tua descrizione mi ha fatto incuriosire ancora di più!
Soprattutto ho risposto sì alle tue domande iniziali, specialmente quella di nuotare in una piscina naturale creata dalla lava. Per cui direi che devo inserire davvero quest’isola sulla mia lista 🙂
Sembra di stare in un isola tropicale! Hai perfettamente ragione a descriverla così. Mi hai incuriosito. La studierò per un fututo viaggio.